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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca Centro Storico / Lungarno Gambacorti

"Una storia americana" a Palazzo Blu: Andy Warhol fragile ed eclettico raccontato dalle sue opere

"Una storia americana" è il titolo della mostra pisana su Andy Warhol, l'artista delle serigrafie pop più conosciuto al mondo. 230 opere provenienti dall'Andy Warhol Museum di Pittsburgh e da numerose collezioni private americane ed europee

"Una storia americana" è il titolo della mostra pisana su Andy Warhol (dal 12 ottobre al 2 febbario 2014), l'artista delle serigrafie Pop più conosciuto al mondo. Nella vetrina di Palazzo Blu però, Warhol viene mostrato in modo diverso, mai banale, mescolando il suo lato più conosciuto con quello intimo e fragile: un uomo di successo tormentato dalle sue nevrosi ma anche un lucido narratore dei lati oscuri della società. Palazzo Blu torna a stupire, ospitando così un percorso artistico studiato minuziosamente da Walter Guadagnini e Claudia Zevi: 230 opere provenienti dall'Andy Warhol Museum di Pittsburgh e da numerose collezioni private americane ed europee.

"Dopo le mostre di Chagall, Mirò, Picasso e Kandinsky, Pisa prosegue la sua indagine artistica con i Maestri che hanno scritto la storia dell'arte nel Novecento - ha dichiarato Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu, durante la presentazione - La città e Palazzo Blu stanno raggiungendo un'ottima considerazione artistica e culturale a livello nazionale. La mostra ha un programma che richiamerà la presenza di molti turisti, ma anche giovani e studenti".

A seguire le parole del sindaco Marco Filippeschi, sicuro che la mostra sarà un successo di pubblico: "Warhol è una delle figure più rappresentative della cultura contemporanea e questa esposizione di opere ci consente di esplorare nel dettaglio tutto il suo percorso artistico''. Durante la presentazione si sono susseguiti anche gli interventi del direttore dell'Andy Warhol Museum di Pittsburgh e Walter Guadagnini, che ha parlato dell'artista a 360°, spiegandone le varie sfaccettature e l'importanza della sua sperimentazione grafica, che spazia nella fotografia e pittura per approdare alle più famose serigrafie. La mostra potrà essere commentata e interpretata anche sui Social Network con l'ashtag #AndyGoesToPisa, i contributi verranno poi raccolti in una gallery apposita.

Andy Warhol "Una storia americana" | Foto E. Piras per Pisa Today

La famiglia di Warhol era originaria della Slovacchia ma si trasferì a Pittsburgh, dove il padre era un minatore. Lui fu allevato dalla mamma Julia, una bravissima grafica molto religiosa con la quale visse fino alla morte. Con il tempo seguì le orme delle madre diventando un grafico pubblicitario di successo, fotografo reporter e produttore di ritratti ricercati che lo fecero conoscere al mondo come il grande Warhol: un artista rude e quasi cinico, pieno di contraddizioni come la sua America, raffigurata con graffiante originalità e realismo nelle sue opere.

Gli Stati Uniti interpretati da Warhol sono democratici e violenti, liberali e bigotti, sono dei Kennedy, della guerra in Vietnam, di Martin Luther King e Marilyn Monroe, dello Star System e del consumismo più sfrenato che caratterizzò il Boom economico degli anni '60. "L'idea di America - scriveva - è formidabile perchè più una cosa è uguale a un'altra e più è americana". Dalla sua patria si passa poi all'Italia, di cui il "Papa della Pop Art" fu sempre affascinato, nella mostra infatti c'è una sezione di opere dedicata al terremoto di Napoli del 1981 e una serie di Vesuvi che omaggiano la città.

I personaggi immortalati nelle opere di Warhol sono volti della storia del cinema e della politica, persone che in qualche modo hanno cambiato il mondo, diventando delle icone: da Mao ai miti della Disney e Babbo Natale, è tutto un scintillare di colori elettrici e quasi violenti in cui si perdono i confini tra l'astratto e il reale. La sua opera è immensa e spazia soffermandosi con leggerezza sulla vita, società, bellezza, politica, consumismo, vanità e morte. La vita privata e il lavoro artistico si mescolano armoniosamente nelle fotografie, rivelandone la sua personalità più intima: eclettica ma allo stesso tempo fragile.

Si può dire che Warhol abbia rivoluzionato il linguaggio artistico della seconda metà del Novecento, soprattutto perchè mostra lo sguardo con cui molte persone vedono e fagocitano il mondo che le circonda. La rassegna si apre con i suoi autoritratti, prosegue con le opere Pop (molte famose ed altre pressoché inedite in Italia) e si chiude con una delle sue geniali trovate artistiche, della carta da parati decorata con teste di mucca. Prima di uscire sulla parete sinistra, una frase racchiude tutta l'inquietudine scalpitante del suo ego artistico, attratto e ossessionato dalla morte: "Non ho capito perchè, quando si muore, non si svanisce e basta".

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