Cronaca

Perignano: la vicenda dell'Ilva di Taranto tra Giuseppe e Maria

Don Armando Zappolini ha allestito anche quest'anno un presepe dedicato ad un tema di stretta attualità: lo stabilimento siderurgico ha provocato numerose patologie alla popolazione tarantina

E' dedicato all'Ilva di Taranto il presepe che anche quest'anno, come di consueto, Don Armando Zappolini ha allestito nella chiesa di Perignano, nel comune di Lari. Dopo le polemiche dello scorso anno, quando il presepe, dedicato al conferimento della cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri, scatenò l'ira di Forza Nuova, il parroco ha deciso di continuare sulla scia dell'attualità mettendo al centro della scena le problematiche dello stabilimento pugliese, reo di inquinamento atmosferico, getto e sversamento di sostanze pericolose, avvelenamento di sostanze alimentari, disastro colposo e doloso, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni del lavoro e danneggiamento aggravato di beni pubblici, come si legge su un manifesto posto di fianco al presepe.

I risultati della perizia epidemiologica, si legge nel cartellone, parlano di 11.550 morti e 26.999 ricoveri in un periodo di 7 anni. Dalle patologie cardiovascolari ai tumori maligni, dai linfomi non-Hodgkin a patologie respiratorie nei bambini: questi i danni alla salute provocate, secondo la perizia, dalle emissioni del siderurgico.

A fronte dei 336 milioni di euro stanziati dallo Stato per risanare e bonificare Taranto, denaro che, come si legge nel manifesto, è stato sottratto ad altri importanti capitoli di spesa pubblica, la famiglia Riva, proprietaria dello stabilimento, ha corrisposto 0 euro, nonostante fatturati in evidente crescita.

Insomma una situazione davvero delicata che merita un posto di primo piano nella grotta accanto al Bambinello.

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