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Il presidente Mattarella alla Sant'Anna: "Ho toccato con mano il futuro della ricerca"

Il Capo dello Stato ha partecipato, insieme al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, alla cerimonia inaugurale dell'anno accademico della Scuola, nel trentennale dalla sua nascita

"Ho toccato con mano il futuro della ricerca". E' quanto affermato questa mattina dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola Superiore Sant'Anna, a trent'anni esatti dalla sua fondazione. Una cerimonia alla quale Mattarella ha partecipato dopo aver fatto visita, a Pisa, al Sacrario ai Caduti di Kindu e che si è aperta con l’Inno di Mameli eseguito dal Coro degli allievi della Scuola. "Siete un punto di riferimento accademico di eccellenza prezioso per tutto il Paese: una scuola dal carattere interdisciplinare e internazionale - ha detto Mattarella - la cui ricerca è rivolta a trovare soluzioni che possano far crescere l'intera comunità. Una scuola che ha 30 anni ma che sarà giovane anche a 100 perchè capace di guardare al futuro". Il presidente della Repubblica ha poi ricordato di essere stato a Pisa già due anni fa in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola Normale Superiore: "Una visita - ha detto Mattarella  - di cui conservo ancora un ricordo molto positivo".

L'intervento del Capo dello Stato era stato preceduto da quello del ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, che ha definito "storica" la decisione di realizzare una federazione tra Sant'Anna, Normale e Iuss. "Istituzioni che hanno deciso di darsi una governance comune - ha detto la Fedeli - di ottimizzare allocazioni di risorse e di servizi, stabilire percorsi formativi integrati. Il Ministero ha dato fin da subito il proprio appoggio convinto al progetto e si è impegnato ad accompagnarne la realizzazione. Nessun'altra città tranne Pisa - ha continuato la Fedeli - può vantare due scuole di eccellenza a pochi metri una dall'altra". Il ministro ha quindi tracciato un quadro generale dell'Università italiana. "Veniamo da dieci anni di sofferenze - ha detto la Fedeli - ma ora ci stiamo riprendendo riniziando ad investire sulla filiera della conoscenza. Nella legge di Bilancio ci sono risorse per assumere 1600 ricercatori, bisogna continuare in questa direzione". 

Il rettore della Scuola Sant'Anna, Pierdomenico Perata, dopo aver brevemente ripercorso la storia della Scuola ha sottolineato alcuni dati. "Dall'87 sono state 900 le persone che si sono diplomate alla Scuola, il 96% con lode. Attualmente - ha detto Perata - abbiamo circa 370 dottorandi di cui il 27% provenienti dall'estero, più del doppio rispetto alla media nazionale, segno della nostra capacità attrattiva. Ogni nostro ricercatore scrive una media di 6 articoli l'anno, molto al di sopra della media nazionale. L'obiettivo, per i prossimi dieci anni, è quello di crescere ulteriormente".

Molte le autorità presenti in sala per accogliere Mattarella, tra cui il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. "Il Sant'Anna - ha detto Rossi - è uno dei due istituti italiani a piazzarsi nei primi cento posti tra le migliori duecento università al mondo, e addirittura primo in Italia, e decimo al mondo, nella classifica delle università ed accademie fondate negli ultimi cinquanta anni". Il governatore ha rivolto poi un ringraziamento alla Scuola per il contributo dato in molteplici settori ed in particolare per "il sistema di valutazione della performance in sanità, applicato per la prima volta in Toscana, e poi via via adottato da altre regioni italiane oltre che dal sistema comparativo sullo stato di salute e di performance sanitaria dei Paesi Ocse".

Il primo ad intervenire era stato il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi. "Pisa è una città speciale - ha detto Filippeschi - abbiamo le due Scuole di Alta Formazione, l'Università e indici d’investimento in ricerca e sviluppo molto lusinghieri, ai livelli di quelli dei paesi scandinavi. Sull’asse metropolitano Pisa-Firenze abbiamo un notevole numero d’aziende hi-tech, che vanno fatte crescere in dimensione e per stabilità. La Provincia di Pisa in dieci anni, con in mezzo la crisi, ha visto crescere del 43 per cento il numero dei brevetti registrati, a fronte di un calo medio nazionale del 12 per cento. Pisa in questi giorni - ha concluso Filippeschi - è testimone della lotta dei ricercatori precari del Cnr, che hanno preso iniziative anche in nome di altri loro colleghi di altri enti. Dare fiducia, tornare ad investire in ricerca e nell’alta formazione è decisivo per costruire il nostro futuro".

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