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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Università, il presidente Mattarella inaugura l'anno accademico: "Istruzione e ricerca sono il nostro futuro"

Fiducia nella scienza, elogio del lavoro di docenti e studenti e appello al senso civico sono i temi toccati dal discorso del Capo dello Stato

Dopo aver inaugurato simbolicamente la nuova biblioteca della Sapienza, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia di apertura dell'anno accademico dell'Ateneo pisano. In un Palacus gremito dalle autorità civili, religiose e militari locali, insieme al governatore della Regione Eugenio Giani, il Capo dello Stato ha preso la parola per salutare il rettore Paolo Mancarella e sottolineare perché la giornata odierna, lunedì 18 ottobre, rappresenta un momento cruciale per Pisa e per l'intero Paese.

"La ricerca e l'istruzione sono alla base del progresso scientifico, umano e culturale che ha caratterizzato il continente europeo dal Medioevo in poi. In questo quadro, le prime università sorte in Italia e all'estero hanno rappresentato la guida verso la luce della conoscenza. Tra gli Atenei che per primi hanno tracciato la strada verso quello che all'epoca era visto come un futuro nebuloso e da scoprire, c'era l'Università di Pisa" ha affermato Mattarella. "Già da prima della concessione papale datata 1343, gli studi pisani si erano messi alla guida del sapere accademico con Bartolo da Sassoferrato, di cui l'archivio d'Ateneo conserva un manoscritto originale di immenso valore giuridico - ha proseguito il presidente della Repubblica - nei secoli figure illustri hanno popolato l'Università pisana: Carducci, Fermi, Rubbiam Gronchi, Ciampi soltanto per citarne alcuni".

L'inaugurazione della nuova biblioteca della Sapienza

Il Capo dello Stato ha ricordato questi nomi per "evidenziare quanto l'Ateneo pisano abbia contribuito al progresso dell'Italia, in tutti gli ambiti. La multidisciplinarietà rimane ancora oggi una delle cifre peculiari di questa Università, così importante per la società odierna". Un presente ancora caratterizzato dall'emergenza Coronavirus, "resa meno grave dagli straordinari risultati raggiunti con il progresso scientifico. Come nel Medioevo le università furono il faro che illuminò il futuro dell'umanità, così oggi tutti i ricercatori usciti dagli Atenei di tutto il mondo stanno lavorando per farci uscire dal tunnel della pandemia. Abbiamo il dovere di contrastare la deriva antiscientifica di uno sparuto gruppo di persone che mira a bloccare il futuro. Lo dobbiamo alle migliaia di persone morte a causa di un virus terribile, ai sacrifici dei malati che non hanno potuto beneficiare delle cure, a chi ha perso il lavoro. Lo dobbiamo a noi stessi: ricordiamoci del senso di smarrimento provato non più tardi di un anno e mezzo fa, quando ci venne limitata d'improvviso la quotidianità per fronteggiare un nemico invisibile".

Mattarella ha proseguito su questo tema: "Oggi l'Italia e il mondo intero si stanno rialzando. Il lavoro, l'istruzione, la formazione, la cultura, la società si sono rimessi in moto grazie ai vaccini scoperti dal progresso scientifico. Siamo di fronte a un orizzonte che, probabilmente, non si ripeterà più. 75 anni fa Piero Calamandrei, anche lui alunno dell'Ateneo pisano, di fronte alla ricostruzione del Paese dopo la seconda guerra mondiale. Anche oggi abbiamo l'irripetibile opportunità di lanciare l'Italia nel futuro sfruttando basi solide e innovative. La maggioranza dei concittadini è compatta nel raggiungere questo obiettivo".

Un traguardo al quale l'Università di Pisa, come ha ribadito il rettore Paolo Mancarella, promette di contribuire "con entusiasmo. I cambiamenti sono alla radice dell'evoluzione accademica, e l'Università di Pisa è pronta a raccogliere le sfide lanciate da questa ripartenza. Siamo di fronte a una delle stagioni di rinascita più importanti per Pisa e tutto il Paese: il nostro sistema di istruzione e ricerca si conferma un'eccellenza nel panorama nazionale. La nostra propensione all'internazionalità è la migliore risposta alla domanda di futuro che le nuove generazioni ci pongono". Il rettore ha ricordato anche "la crescita delle immatricolazioni nell'anno accademico che andiamo ad inaugurare, sintomo che le famiglie italiane credono fortemente nel valore dell'istruzione accademica e della ricerca. Tra il 2017 e il 2020 l'Università di Pisa ha intercettato circa 14 milioni di euro di fondi per progetti europei, contribuendo così a uno scambio proficuo di saperi, idee, ricercatori e docenti. La didattica, la ricerca e la terza missione sono da sempre contraddistinte da un'altissima qualità, e dall'intenzione di innovare e progredire nel futuro senza dimenticare le tradizioni più importanti".

Dedicando la cerimonia di inaugurazione alla memoria di due membri del corpo studentesco dell'Ateneo pisano (Alberto Fanfani, morto nel crollo del ponte Morandi, e Christin Tadjuidje Kamdem, stroncato dal Covid), il rettore ha lasciato la parola al ministro dell'università e della ricerca Maria Cristina Messa: "L'università e la ricerca, in Italia, rappresentano un'eccellenza di altissimo livello. Lo conferma il nobel per la Fisica conferito pochi giorni fa a Parisi. Negli ultimi anni agli atenei è stata anche assegnata la cosiddetta terza missione: un impegno concreto nella società di divulgazione e diffusione del sapere accademico. Alla luce di questi compiti e delle opportunità che ci si presentano davanti con la ripartenza del Paese, auspico che si crei un'alleanza forte e duratura tra la società, la politica e l'università, intesa come luogo di formazione e istruzione ma anche come motore per la ricerca. Dobbiamo imporre un cambio di passo qualitativo alla sfera accademica, rispondendo alle richieste di formazione e occupazione".

Temi condivisi e approfonditi dalle testimonianze dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo dell'Ateneo, con la figura di Elena Orbini Michelucci, e del corpo studentesco, docente e di ricerca: Giovanni Passalacqua (rappresentante degli studenti), Leonardo Massantini (dottorando in Filosofia), Daniele Mazzei (ricercatore senior di Informatica) e Paola Binda (professoressa associata di Fisiologia).

Fonte foto: Quirinale

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