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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca Centro Storico / Piazza XX Settembre

Contraffazione e abusivismo, gli interventi al presidio: "reati che danneggiano l'economia"

Al presidio anti-contraffazione hanno preso molti rappresentanti delle Forze dell'Ordine e della politica cittadina. Gli interventi hanno voluto sottolineare la serietà del problema, di cui i cittadini devono essere maggiormente consapevoli

Venerdì mattina c'è stato presidio anti-contraffazione, promosso da Confcommercio Pisa, dove erano presenti il Prefetto Francesco Tagliente, del Colonnello dei Carabinieri Angelo De Luca, del Maggiore dei Carabinieri Stefano Bove, del capitano della Guardia di Finanza Domenico Giovannacci, del comandante della Polizia Municipale Massimo Bortoluzzi e di molti altri rappresentanti della politica cittadina.

Il Prefetto ha chiesto a tutti un maggiore impegno contro ogni forma di illegalità per combattere la contraffazione, la vendita e l'acquisto di merce non originale e sensibilizzare l’opinione pubblica a non comprare quella contraffatta, la Prefettura, la Confcommercio e il Comune, oltre alla Federmoda, hanno promosso una iniziativa chiamata "Lotta alla Contraffazione ed Abusivismo". Le istituzioni pisane hanno pianificato un ulteriore impegno per contrastare il fenomeno della contraffazione e l'abusivismo commerciale, sensibilizzando l'opinione pubblica e rafforzando i controlli sia sui venditori che sugli acquirenti di merce contraffatta.

"Dobbiamo difendere le aree di maggiore interesse turistico che rappresentano il biglietto da visita della città - ha dichiarato Tagliente - perché questo fenomeno è direttamente collegato con l'illegalità. Il fenomeno della contraffazione e dell'abusivismo ha forti ripercussioni sull'economia locale, ancor di più oggi che soffre in modo significativo".

"La contraffazione è un reato grave, ma ancora oggi poco percepito come tale ed estremamente diffuso - ha dichiarato Federica Grassini, presidente Federmoda Pisa - Contraffatto non è solo l'oggetto che imita l’originale di una firma famosa, ma è soprattutto un prodotto che non segue un processo produttivo a norma di legge, che non presenta alcuna certificazione di qualità e suppone pesanti rischi per la salute. Inoltre, dietro l’articolo 'finto vero' c'è sempre un'organizzazione malavitosa che costruisce il proprio lauto guadagno sfruttando i bisognosi: dall’operaio cinese ridotto in schiavitù, dal bambino asiatico povero, al venditore africano bravo a contrattare e svelto ad avvolgere la merce in un telo per darsi alla fuga. La contraffazione spesso equivale ad abusivismo: una forma due volte sleale di fare concorrenza al commerciante onesto che opera seguendo le leggi e pagando le tasse".

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