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Presidio contro la devastazione delle Apuane in Piazza dei Miracoli

Il presidio del venerdì di Fridays for Future Pisa insieme a Exploit ed Extinction Rebellion Toscana è stato dedicato alla mobilitazione contro la devastazione delle Apuane, lanciando la prossima manifestazione nazionale

"Diciamo basta all'estrazione intensiva di marmo nelle Alpi Apuane e alla distruzione di un ecosistema dall'incredibile biodiversità". Fridays for Future, Exploit, Extinction Rebellion e Athamanta hanno organizzato oggi, 23 ottobre, un presidio in Piazza dei Miracoli per sostenere la causa ambientalista e rilanciare la manifestazione nazionale di domani a Carrara e Lucca.

"Quella dell'estrazione di marmo dalle Alpi Apuane è un'attività secolare - scrivono gli attivisti - costruzioni di straordinario valore artistico sono dislocate in tutto il mondo dove il marmo di Carrara è conosciuto e apprezzato per la sua unicità. Purtroppo però, l'immagine che oggi rappresentano le Apuane non è quella di sculture o cattedrali, ma di una montagna sventrata e ridotta in briciole. Dagli anni '90 vi è un processo di distruzione ed estrazione intensiva di marmo dalle montagne, reso ancora più drastico dal business generato dal carbonato di calcio che ha immesso nel mercato anche le scaglie di marmo e i detriti di cava incoraggiando l'utilizzo di tecniche esplosive (come la varata) per estrarre più materiale possibile. La moderna industria lapidea non solo ha deturpato il paesaggio, cementificato le falde acquifere, minacciato diversi ecosistemi e inquinato i corsi d'acqua, ma ha anche compromesso la salute e sicurezza del territorio e delle comunità che lo abitano a causa di malattie respiratorie prodotte dalla polvere derivante dal taglio del marmo, dal suo trasporto, e dalle frequenti alluvioni che colpiscono la zona".

Ambiente, ma anche lavoro: "Anche sul profilo occupazione la situazione è mutata notevolmente: l'introduzione di tecnologie innovative nell'industria estrattiva ha causato una drastica riduzione di impiegati nel settore aumentando al contempo la loro produttività. Questo significa che il marmo viene estratto in misura crescente ma offre sempre meno lavoro nel territorio, un lavoro precario ed estremamente esposto ai rischi".

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