Pontedera, lavoratori licenziati alla Iscot: presidio davanti ai cancelli

Prosegue lo sciopero ad oltranza degli addetti alle pulizie che nei giorni scorsi hanno incontrato la dirigenza, rifiutando le proposte avanzate. In appoggio degli operai Usb e lavoratori indipendenti

I lavoratori in presidio lunedì mattina (foto Riscatto Pisa)

Una giornata di sciopero e la partecipazione al presidio davanti ai cancelli dell'azienda. E' la decisione per lunedì 19 settembre del sindacato Usb che dà il proprio appoggio ai lavoratori della Iscot a Pontedera, in sciopero ad oltranza contro le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti.

"Da giorni i lavoratori della Iscot sono in sciopero e presidio ad oltranza fuori dai cancelli della Sole di Pontedera. Sette lavoratori impiegati per le pulizie generali dello stabilimento ma anche e soprattutto degli impianti industriali - affermano da Usb di Pisa e Livorno - lavoratori che erano stati assunti tramite agenzia interinale (con ulteriore subappalto) e costretti a lavorare con turni anche di 18/20 ore al giorno a fronte di un contratto che ne prevedeva 8 alla settimana. Minacce continue di licenziamento e condizioni di lavoro al limite dello schiavismo".
"Dopo 7 mesi di sfruttamento gli operai Iscot hanno deciso di alzare la testa e intraprendere una dura battaglia per i loro diritti - affermano ancora da Usb - nonostante fossero ancora interinali e quindi senza nessuna tutela sono entrati in sciopero e presidiare i cancelli della fabbrica. Dopo tre giorni di battaglia sindacale la società Iscot ha accettato di incontrare una delegazione di lavoratori insieme alle loro rappresentanze sindacali. Durante l’incontro i dirigenti della società hanno ammesso le loro responsabilità e, dopo 4 ore di trattativa, hanno proposto un accordo che prevedeva:
1) L’assunzione diretta di tutti i lavoratori con contratto a tempo determinato fino alla scadenza dell’appalto e successivamente l’apertura di un tavolo sindacale, in caso di rinnovo dell’appalto, per l’eventuale trasformazione dei contratti a tempo indeterminato (senza però nessuna garanzia in questo senso);
2) La riorganizzazione totale dei turni di lavoro e i buoni pasto per tutti;
3) Il cambio immediato della responsabile della Iscot presso lo stabilimento Sole".

"Senza nessun trionfalismo come organizzazione sindacale avevamo giudicato positivamente questo accordo un passo avanti significativo verso la stabilizzazione. I lavoratori interessati dopo 7 mesi di soprusi e sfruttamento hanno deciso di rigettarlo e proseguire nella lotta per l’assunzione a tempo indeterminato da subito - ripercorre Usb - di fronte a questo rifiuto la dirigenza Sole ha deciso di disdettare l’appalto con la Iscot. Da lunedì i 7 operai saranno di fatto licenziati".
"Non è il momento di giudicare le decisioni dei lavoratori che sono, e sempre saranno, sovrani in merito alle scelte che li coinvolgono direttamente. E’ il momento di sostenerli senza sé e senza ma nella loro battaglia. Una sconfitta in questa vertenza rischierebbe di avere oltretutto delle pesanti ricadute politico/sindacali per tutti i lavoratori e le lavoratrici della nostra area.  Bisogna anche aggiungere che la situazione di sicurezza e di igiene all’interno dello stabilimento Sole risulta ormai compromessa" sottolineano ancora dall'Unione Sindacale di Base, che dunque appoggia i lavoratori e nella giornata di lunedì chiederà un incontro urgente alla dirigenza Sole per ottenere la garanzia del posto per i 7 lavoratori.

Aderiscono al presidio anche i delegati lavoratori indipendenti. "La vertenza dei sette operai addetti alle pulizie nel polo logistico di Pontedera, assunti lo scorso febbraio dall'agenzia interinale Sinergy per conto della Iscot di Torino, riguarda tutti\e - affermano Federico Giusti e Paolo Casole - l'appalto alla ditta Sole di Pontedera non è poi diverso da innumerevoli altri appalti costruiti con agenzie interinali che ricorrono a contratti  a tempo determinato e paga oraria di 5,80 euro all'ora, turni e carichi di lavoro massacranti, lavoratori usa e getta senza diritti e tutele. Comprimere il costo del lavoro, sfiancare gli operai e realizzare il massimo profitto sulla loro pelle è la logica dominante alla quale non possiamo cedere. Iscot Italia spa di Torino, operativa dal 1985, è  una delle prime cinque società nel settore delle manutenzioni e pulizie tecniche, con interventi anche di global service , presente in Europa e nel terzo mondo, tra le committenti troviamo Piaggio ed FCA. Un colosso del genere potrebbe applicare condizioni di paga e contrattuali ben diverse, se non lo fa è solo per massimizzare i profitti. Le responsabilità di Piaggio sono palesi - continuano Giusti e Casole - basta ricordare la molteplicità dei contratti applicati nel Polo Logistico, lo sfruttamento che accomuna tutta la filiera produttiva".

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