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Cronaca

Caos aule al 'Buonarroti': presidio di protesta dei docenti in piazza XX Settembre

La mobilitazione avrà luogo lunedì 4 ottobre dalle 16 alle 20. Intanto la Rsu è pronta a proclamare lo stato di agitazione

Non sembra trovare una soluzione la situazione caotica che sta caratterizzando l'avvio dell'anno scolastico del liceo 'Buonarroti'. I docenti della scuola, riuniti nel Comitato 2 ottobre, informato il Dirigente Scolastico dell'iniziativa, promuovono una mobilitazione lunedì 4 ottobre, con presidio in piazza XX Settembre, dalle ore 16 alle 20. "Questa scelta si è resa necessaria al fine di sensibilizzare la cittadinanza rispetto alle gravi inadempienze delle istituzioni competenti (innanzitutto la Provincia, in secondo luogo il Comune e l'Ufficio Scolastico Provinciale e, pur indirettamente, la Prefettura) in merito al mancato reperimento di spazi adeguati per aule scolastiche di cui il Liceo F.Buonarroti ha segnalato da mesi la necessità" si legge nel comunicato del Comitato.

"Se in altre scuole sono state trovate soluzioni, seppur precarie, per la nostra scuola ad oggi non si intravede invece possibilità di risolvere le problematiche che rendono le attività didattiche estremamente difficoltose, con grosso disagio di insegnanti e personale ATA, ma soprattutto ledono il diritto allo studio di studenti e studentesse. Invitiamo pertanto tutte le componenti del Liceo F.Buonarroti (docenti, personale ATA, studenti e genitori) e di tutte le scuole di ogni ordine e grado a partecipare numerosi alla manifestazione per far sentire la propria voce".

L'appello è stato raccolto da Una città in Comune, che domani parteciperà alla mobilitazione. "Il dato drammatico è che nella nostra città un diritto costituzionale come quello allo studio non è garantito, anzi viene addirittura dopo una fiera di vestiti usati come dimostra il caso clamoroso delle aule delle Officine Garibaldi" afferma il movimento politico in una nota ufficiale. "Le responsabilità di questa situazione vengono da lontano. Per decenni i governi di centrosinistra e centrodestra ad ogni livello hanno tagliato le risorse alla scuola pubblica, disinvestendo e oggi raccogliamo i frutti di questa situazione. La pandemia ha messo ancora più in evidenza queste criticità, per cui oggi studentesse e studenti non possono neanche andare a scuola ogni giorno".

"Siamo di fronte ad una situazione scandalosa, in cui pesantissime sono le responsabilità politiche a livello locale - continua Una città in Comune - le recenti dichiarazioni del presidente della Provincia, Massimiliano Angori del Pd che ha provato a scaricare sugli uffici, sui lavoratori e le lavoratrici le responsabilità di quanto sta accadendo, e dei ritardi nel reperire spazi sono semplicemente indegne. Esprimiamo la nostra solidarietà a chi viene strumentalmente attaccato in un tentativo di scaricabarile da parte di Angori inaccettabile, come denunciato dalla stessa Rsu della Provincia".

"Pesanti sono anche le responsabilità del Comune di Pisa - è la denuncia del movimento politico - che in tutti questi mesi non ha messo a disposizione neppure un metro quadro del proprio patrimonio, benché molti sarebbero gli spazi utilizzabili, per bieca strumentalità politica da parte della destra. Nello scorso Consiglio comunale, la destra ha infatti bocciato, senza peraltro degnarsi di motivare le proprie posizioni, la nostra mozione sugli spazi per affrontare l'emergenza aule. E' necessario quindi scendere ancora una volta in piazza per gridare con forza che il diritto allo studio viene prima di qualsiasi campagna elettorale e spot politicista, di ripicche e strumentalità. Intanto si pensa di regalare soldi pubblici a privati per reperire spazi, utilizzando ancora una volta male le tasse dei cittadini e delle cittadine. Chi non è in grado di assolvere alle proprie responsabilità nei confronti della comunità è bene che si dimetta".

La posizione della Rsu

"La vicenda del ritardo nel reperimento delle aule scolastiche aggiuntive è l'ennesimo segnale del fatto che in Provincia a Pisa manca una presidenza capace di svolgere attentamente il suo ruolo": è l'affondo della Rappresentanza sindacale unitaria della Provincia di Pisa. "Siamo consapevoli di come la riforma Delrio abbia introdotto la figura di un presidente non più eletto direttamente dai cittadini ma individuato fra i sindaci del territorio, che quindi non può, nel suo duplice ruolo, dedicarsi a tempo pieno al governo dell'Ente; ma a questa norma già penalizzante si sono aggiunte le scelte del presidente Angori, che oltre a non essere mai presente in Provincia, ha depotenziato le strutture di vertice della stessa, scegliendo di avere un segretario generale condiviso con il Comune di Vecchiano e eliminando il dirigente ex art. 100 tuel che svolgeva un ruolo di coordinamento e riorganizzazione".

L'Rsu continua: "Per governare efficacemente l'Ente Provincia non può bastare il solo partecipare a tutti gli eventi pubblici, occorre una presenza attenta e costante, unita a capacità di indirizzo e programmazione. Un Ente complesso che svolge funzioni fondamentali per tutti i cittadini del territorio quali edilizia scolastica e viabilità, non può essere governato a scappatempo. Ed un presidente degno di tale nome dovrebbe assumersi la responsabilità delle sue scelte senza tentare di scaricarne le colpe sugli uffici tecnici mistificando fatti che fra l'altro sono noti a tutti. Chiediamo rispetto per i lavoratori da parte di chi presiede l'ente".

"L'attacco ai lavoratori è inaccettabile, pertanto non solo ci aspettiamo dal Presidente le sue scuse ma lo invitiamo, quando parla dei lavoratori della Provincia, a raccontare che nonostante le drammatiche condizioni di sottorganico in cui versa la Provincia da anni, siano capaci di dare sempre risposte puntuali raggiungendo gli obiettivi dati. Nello specifico della vicenda della aule, ci piacerebbe che il presidente elogiasse i lavoratori per essere riusciti in poche ore a sgomberare dei locali del Buonarroti già destinati ad uffici e a fare gli interventi manutentivi necessari a trasformali in aule, attuando senza indugi i suoi tardivi indirizzi. Questo è il presidente che vorremmo e quello che si meritano lavoratori e cittadini. In assenza di questo cambio di atteggiamento dichiareremo lo stato di agitazione".

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