Emergenza abitativa: presidio e nuova richiesta di sospensione sfratti

Si è riunita giovedì la Commissione territoriale competente che ha deciso di chiedere una nuova sospensiva delle esecuzioni alla Prefettura per circa 60 famiglie della provincia

Foto da Progetto Prendocasa Pisa (Facebook)

A distanza di un mese torna ad essere impellente la questione degli sfratti. Siamo infatti giunti in prossimità del 13 maggio, data in cui la Prefettura aveva concesso la sospensione delle esecuzioni per le famiglie rientranti nel bando per la morosità incolpevole. Ieri, 11 maggio, si è riunita la Commissione territoriale competente all'Ufficio Casa in via Fermi, con sotto il presidio degli attivisti del Progetto Prendocasa.

La nuova indicazione emersa, che verrà formalizzata dalla Commisione alla Prefettura ad inizio della prossima settimana specificando tutti i casi coinvolti, è quella di chiedere una nuova sospensione per il tempo più lungo possibile. La novità in questo caso è che si richiederà per tutte le famiglie in difficoltà: "Non solo per quelli rientranti nel bando morosità - spiega l'avvocato Claudio Lazzeri dell'Unione Inquilini - ma per tutte le situazioni a rischio, seguite dagli assistenti sociali. Si parla di una 60ina di casi in provincia, poco meno di 30 solo a Pisa, a fronte dei soli 15 del bando morosità".

Per maggio e giugno sono programmati 30 accessi con la forza pubblica. La settimana prossima è attesa anche la graduatoria delle case popolari, che potrebbe delineare nuove possibilità per le famiglie in attesa. "Per loro la sospensione a tempo ha un senso come momento di passaggio per la casa - aggiunge Lazzeri - per gli altri no. Ci ritroviamo a distanza di un mese ad affrontare le stesse problematiche. C'è bisogno di soluzioni abitative".

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"I proprietari con decine di case - hanno affermati gli attivisti dal presidio - che hanno guadagnato negli anni migliaia di euro, è tempo che facciano dei sacrifici così come li fanno da anni le famiglie in difficoltà. Chiediamo la nuova proroga, che le case popolari vuote e blindate dal Comune siano assegnate, e che i proprietari si siedano ad un tavolo di trattativa per abbassare i costi degli affitti".

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