Sicurezza in città: presidio in Prefettura per chiedere risorse

Le forze politiche di maggioranza del Comune di Pisa hanno organizzato venerdì alle 17,30 un sit-in simbolico affinchè non cali il sipario su un nodo fondamentale per vivere in un clima di maggiore tranquillità

Presidio simbolico per chiedere maggiore sicurezza. Questa l'iniziativa, aperta a tutti i cittadini, delle forze politiche di maggioranza del Comune di Pisa che venerdì 30 marzo alle 17.30 si ritroveranno in Piazza Mazzini, di fronte alla Prefettura, per appoggiare le richieste di una città, delle sue istituzioni e dei suoi rappresentanti in Parlamento, e incoraggiare il Prefetto a continuare a richiedere che siano assegnate risorse adeguate nel numero e negli strumenti a disposizione. Un argomento quello della sicurezza che dunque continua ad essere sotto i riflettori, anche se l'arresto dei due violenti rapinatori, che nelle ultime settimane avevano seminato il panico, ha in parte alleviato le preoccupazioni dei cittadini, tuttavia è meglio non abbassare la guardia.

"Gli episodi verificatisi nelle ultime settimane - affermano Andrea Ferrante (segretario Partito Democratico), Silvia Marroni (segretaria Italia dei Valori), Rolando Vivaldi (segretario Partito Socialista) e Piero Torrigiani (segretario Lista Civica "In Lista per Pisa") - rischiano di far percepire alla cittadinanza un'inaccettabile sensazione di insicurezza. Pur senza cedere ad allarmismi, siamo convinti che non si debba minimizzare e che sia necessario mettere in atto delle efficaci contromisure, in grado di preservare quello che è un sacrosanto diritto di tutti. Pisa è una città abitata e frequentata quotidianamente da un numero di persone molto superiore a quello di chi vi risiede anche formalmente. Il presidio del territorio deve essere affidato quindi a un numero sufficiente e sufficientemente attrezzato di operatori delle forze dell’ordine". "L’adeguatezza di questo presidio - proseguono i quattro esponenti politici - deve essere garantita dal Ministero, a partire dalla copertura degli organici, nel rispetto di quel Patto per la Sicurezza sottoscritto ormai da lungo tempo che esige di essere onorato".

 

 

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