Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza del Duomo

Telecom: le 'giacche rosse' in protesta sotto la Torre di Pisa

Un gruppo di lavoratori dell'azienda delle telecomunicazioni ha effettuato un presidio in piazza dei Miracoli contro il piano di esuberi

Si è svolto come annunciato ieri pomeriggio, mercoledì 16 novembre, un presidio di protesta dei lavoratori e delle lavoratrici del Gruppo Telecom Italia - TIM sotto la Torre di Pisa a seguito della disdetta del 2° livello di contratto e alla denunciata assenza di un piano industriale. Al sit-in in Piazza dei Miracoli è intervenuto anche il sindaco Marco Filippeschi che ha portato il sostegno dell'amministrazione comunale ai lavoratori.

"Il caso TIM è emblematico di un sistema di capitalismo finanziario che ormai appare in corto circuito - affermano i lavoratori - Tim comunica ai mercati i dati positivi dei propri andamenti finanziari, ed infatti elargisce bonus per i dirigenti da Superenalotto e nel frattempo si disdetta in modo unilaterale da parte dell’azienda il contratto di 2° livello, ciò significa tagliare i nostri salari, i nostri permessi retribuiti, la nostra professionalità, togliere ai giovani giorni di ferie, cancellare gli aumenti di anzianità, demansionare fino a 2 livelli di inquadramento e molto altro".  

"Le scelte messe in campo da questo management stanno 'umiliano' la professionalità di tutto il personale TIM e annullano anni di contrattazione - sottolineano Stefano del Punta di Slc-Cgil, Silvia Cosci di Fistel-Cisl e Antonio Proietti della Uilcom-Uil - occorre riaprire la trattativa per affrontare i veri problemi nel Gruppo Telecom Italia – TIM e del settore delle TLC (Telecomunicazioni). I lavoratori sono costretti a lavorare in condizione pessime, a pressioni continue e disorganizzazioni dell’attività lavorativa, che ricadono poi sulla clientela e sull’immagine dell’azienda. Non è chiaro cosa si voglia fare di un'azienda che era il fiore all’occhiello delle telecomunicazioni nazionali, certe sono le delocalizzazioni all’esterno, appalti e subappalti incontrollabili".

"In base alle scelte e le decisioni che saranno prese da TIM e AGCOM (Authority delle Telecomunicazioni) - proseguono dai sindacati - il quadro si complica, dagli annunci strategici di mesi fa dove TIM annunciava 4000 assunzioni nel 2017 si passa a possibili 5000 esuberi con pesanti ricadute in Toscana non solo per TIM ma per tutto il settore delle telecomunicazioni. La dichiarazione del Governo di appaltare la posa della fibra ottica a Enel, privando quindi Telecom della possibilità di fare il lavoro per cui è nata, ovvero delle infrastrutture di telecomunicazioni, aggiunge sgomento nei lavoratori."
"Pertanto - concludono i sindacalisti di Cgil-Cisl-Uil - continueranno le iniziative di protesta e sensibilizzazione dell’opinione pubblica in tutte le città italiane in attesa dello sciopero nazionale proclamato per il 13 dicembre 2016".

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