Cronaca

Sant'Ermete in presidio all'Ufficio Casa: "No all'accordo Apes-Sepi per riscuotere le morosità"

Il comitato di quartiere ha chiesto ed ottenuto un incontro per il prossimo 16 febbraio

"Le morosità restino fuori dall'accordo Apes-Sepi, non è possibile che i nostri soldi vengano usati per pignorarci lo stipendio!". E' questo il messaggio primario ed il motivo del presidio di oggi, 9 settembre, andato in scena intorno alle ore 15 davanti l'Ufficio Casa di via Fermi, ad opera del comitato di quartiere di Sant'Ermete. Una trentina di attivisti si sono mobilitati per tornare a chiedere un incontro con i vertici dell'azienda di edilizia sociale, alla presenza anche di rappresentanti del Comune di Pisa, per affrontare questo specifico tema, insieme alle storiche rivendicazioni peraltro già oggetto di una specifica Commissione Consiliare a dicembre

"Anni di lotta per gli affitti ingiusti per case non a norma - hanno ribadito dal presidio - tanti incontri e promesse, come la Commissione recente, i sopralluoghi che hanno fatto a ottobre, novembre e dicembre, e poi che succede? Ci troviamo fra capo e collo questo accordo fra Apes e Sepi. E' da un mese che non riceviamo più notizie. Dalle parole non seguono mai i fatti". 

L'atto a cui fanno riferimento i membri del comitato di Sant'Ermete si chiama 'Accordo di collaborazione finalizzato all'affidamento del servizio di riscossione canoni Erp ed accessori", protocollato da Apes in data 7 agosto 2020. Il 22 dicembre scorso sempre l'azienda, in una determinazione del direttore, ha stanziato i fondi per coprire i costi di varie attività previste: 115mila euro, 25mila per ottobre, novembre e dicembre 2020, 90mila per tutto il 2021. Sepi, per conto di Apes, con l'accordo si assume così tutti i compiti di notifica e recupero crediti, fra cui - si legge nell'accordo - "emissione, stampa, postalizzazione dell'avviso, monitoraggio notifiche, incasso e rendicontazione", fino a promuovere "atti esecutivi" e "recuperi coattivi di somme non riscosse". E' indicato un tariffario delle attività, da un euro fino a 5 euro, per le pratiche più articolate.

I contenuti dell'accordo sono vissuti dagli attivisti di Sant'Ermete come un "colpo alle spalle". La paura è quella già evidenziata di esecuzioni sulle morosite pregresse. Al momento l'accordo non appare essere operativo, non sono arrivate richieste in questo senso ai residenti. "Siamo ancora in tempo per bloccare questo accordo - hanno detto dal presidio - ci sembra ingiusto che Sepi possa arrivare ad effettuare pignoramenti magari per 2-300 euro al mese a gente che vive con stipendi da 700 euro al mese, che abita in case fatiscenti, come denunciamo da anni. Chiediamo che le morosità siano intanto, subito, escluse dall'accordo Apes-Sepi. Crediamo che sia un accordo vergognoso e inaccettabile".

L'incontro richiesto, al termine del presidio, è stato fissato per il prossimo 16 febbraio. 

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