Cronaca

Verso il referendum del 4 dicembre: i seggi di Pisa costeranno 230mila euro

Ecco le cifre previste dal Comune per le operazioni di voto in 90 seggi. Oltre 140 mila euro saranno necessari per gli straordinari dei dipendenti

Oltre 200 mila euro di spesa, 90 seggi (di cui 4 speciali) e 274 scrutatori. Parte anche a Pisa la macchina per l’organizzazione tecnica e l’attuazione delle consultazioni elettorali del 4 dicembre prossimo, in cui tutti i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi. Nei giorni scorsi un provvedimento redatto dalla direzione dei servizi demografici-sociale del Comune ha messo nero su bianco le necessità e le spese necessarie per il referendum.

La spesa totale preventivata è di 230mila euro. "Soldi - spiega l'assessore al Bilancio, Andrea Serfogli - che saranno anticipati dal Comune e verranno poi rimborsati dallo Stato. Per ogni consultazione referendaria, in base a diversi fattori tra anche cui il numero di quesiti, lo Stato indica infatti una cifra massima rimborsabile ad ogni Comune. Nel caso specifico ci siamo tenuti sotto la soglia indicata, quindi le spese che sosterremo saranno rimborsate interamente dalla Stato centrale".

Oltre 48mila euro serviranno per i compensi dei componenti degli uffici elettorali: ogni presidente di seggio (86 in totale) ha infatti diritto a 130 euro di indennità a cui si aggiungono i 104 euro che spettano a scrutatori (266 in totale) e segretari (in tutto sono 86). Al numero dei seggi, vanno aggiunti anche i 4 speciali in ospedali, case di riposo e carceri: in questo caso ad ognuno dei 4 presidenti toccherà un'indennità di 79 euro, mentre ad ogni scrutatore (8 in totale) sarà corrisposta una cifra di 53 euro.

Ben più consistente, 142mila euro, la cifra che verrà stanziata per gli straordinari dei dipendenti comunali (compresa l’erogazione dei buoni pasto) sia per la preparazione che durante lo svolgimento delle Consultazioni. Circa 8 mila euro sono stati preventivati per far fronte alle spese per l’acquisto di carta e cancelleria non forniti dallo Stato (2.500 euro), per il noleggio di automezzi e per l’acquisto del carburante (3mila euro complessivi, di cui circa la metà prevista per il carburante) e per l’acquisto dei materiali necessari al funzionamento degli uffici di sezione, nel rispetto delle normative di sicurezza (2.500 euro).

Dodicimila euro invece la cifra prevista per la pulizia finale di tutte le sedi in cui si è svolta la votazione, 3.500 euro quella preventivata per l'installazione e l'affissione di cartelloni di propaganda elettorale e quasi 8mila euro per le spese impreviste.

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