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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Ricerca: studio del Sant'Anna rivela una nuova via per la prevenzione dell'aterosclerosi

Uno studio del Trancrilab pone nuova luce sull'infiammazione molto presente in tante patologie del cuore ed altri organi, mettendo le basi per terapie preventive dei fenomeni dannosi

Arrivano dalla ricerca condotta dal Sant'Anna, nello specifico dal Laboratorio di Medicina Critica Traslazionale (Trancrilab) dell'Istituto di Scienze della Vita, nuove strategie di protezione dall'aterosclerosi, nota come la principale causa di eventi cardiovascolari ischemici acuti nel cuore, come in altri organi. 

Lo studio ha trovato subito il riconoscimento su una rivista del gruppo 'Nature', la pubblicazione open access 'Scientific Report'. Dalla ricerca si evincerebbe che, silenziando una proteina, nota come il 'fattore di von Willebrand', sia possibile rendere l'endotelio incapace di generare stress ossidativo, e quindi proteggere tanto il cuore quanto altri organi dalla disfunzione endoteliale, primo passo verso l'ateriosclerosi.

Questa scoperta apre le porte verso una terapia genica, dosabile come farmaco secondo i ricercatori di Pisa, che può contribuire a prevenire il danno d'organo e a proteggere dall'aterosclerosi.

Lo studio ha visto collaborare i ricercatori del Trancrilab della Scuola Superiore Sant'Anna, in particolare le dottoresse Anar Dushpanova e Silvia Agostini, e quelli di altre due istituzioni pisane: l'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR e la Fondazione Toscana G. Monasterio.

"I sintomi di un endotelio malato sono secondari all'esposizione prolungata allo stress ossidativo. Qualora si riuscisse a trovare un modo per ridurre le fonti endogene di stress ossidativo, piuttosto che continuare a sviluppare terapie a base di sostanze antiossidanti, si potrebbe aprire una nuova strada alla prevenzione dell'insorgenza dell'aterosclerosi nella popolazione generale" ha sottolineato Vincenzo Lionetti, professore di anestesiologia e coordinatore del Laboratorio di Medicina Critica Traslazionale dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

"La pubblicazione sulla rivista open access del gruppo Nature - conclude Lionetti - spiega un fenomeno naturale descritto nel 1978 e poi dimenticato. Maiali affetti dalla malattia di 'von Willebrand', malattia che colpisce anche l'uomo, con assenti o ridotti livelli di fattore di 'von Willebrand', erano protetti dalla disfunzione endoteliale post-ischemica e dall'aterosclerosi. Questo fenomeno trova oggi una spiegazione, anche a fini terapeutici".

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