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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Pontedera

Privatizzazione di Toscana Energia: sciopero dei lavoratori

I sindacati sono preoccupati per i possibili risvolti negativi della riorganizzazione

Lunedì 30 luglio i lavoratori di Toscana Energia sciopereranno nelle prime due ore di lavoro, dalle 8 alle 10. Nella stessa fascia oraria, sono previsti presìdi davanti ai cancelli delle sedi di Firenze e Pisa (via Bellatalla). Si tratta di un'agitazione indetta da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil Toscana per protestare contro una "riorganizzazione aziendale che non funziona e che rischia di avere riflessi negativi sulla qualità e sulla sicurezza del servizio, anche in virtù della forte carenza di personale più volte rappresentata dalle Rsu e dalle Organizzazioni Sindacali di Categoria, e per ribadire la propria netta contrarietà alla privatizzazione dell'azienda e alla forte perdita di ruolo da parte delle amministrazioni locali che hanno il compito di tutelare gli interessi dei cittadini/utenti".

L'iniziativa di lunedì fa parte di un pacchetto di ore di sciopero e di un percorso di mobilitazione che prevede lo svolgimento di altre iniziative, tra cui il blocco delle prestazioni straordinarie, escluse le emergenze e gli orari di continuità del servizio.

Proseguono i sindacati: "Pur in un periodo solitamente dedicato alla pausa feriale, le lavoratrici e i lavoratori ritengono importante, come sempre fatto, portare il proprio contributo e far sentire la propria voce in merito alla qualità e alla sicurezza del servizio, anche criticando le scelte aziendali che rischiano di produrre il risultato opposto, e per ricordare ai sindaci proprietari di Toscana Energia tutti i rischi causati dalla decisione di cambiare lo statuto per vendere le quote e privatizzare l'azienda".

"Alcune amministrazioni si legge sulla stampa - proseguono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil Toscana - che pure avevano dichiarato pubblicamente la propria contrarietà alla modifica dello statuto e alla privatizzazione di Toscana Energia, stiano predisponendo l'uscita dal capitale sociale, proprio per la preoccupazione delle negative conseguenze che la privatizzazione potrà avere sul patrimonio pubblico e per l'estrema incertezza sulle regole che governeranno il futuro dell'azienda".

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