Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Marina di Pisa

Problema navigabilità Arno: presentata una possibile soluzione

Secondo uno studio commissionato da Confcommercio Pisa, la soluzione all'insabbiamento della foce, può essere superato attraverso una soluzione tecnica veloce ed economica

La soluzione all' insabbiamento della foce dell'Arno arriva da uno studio di Confcommercio, che verrà presentato giovedì prossimo all'assessore provinciale Valter Picchi. La risposta al problema sarebbe quella di un dragaggio tramite una pompa di aspirazione, collegata ad una tubazione flessibile. La pompa dovrebbe essere montata su un'opportuna struttura galleggiante e collegata ad un tubo flessibile.

La portata acqua-sabbia, in occasione delle operazioni di dragaggio verrebbe rimandata tramite la tubazione con una frequenza di 4 interventi l'anno. L'investimento previsto risulta essere sostenibile anche per le casse delle Provincia che dovrebbe finanziare il progetto, con una spesa annuale di 240 mila euro.

“Giovedì presenteremo il progetto di intervento - afferma il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli - che dal nostro punto di vista garantisce una serie di azioni efficaci a condizioni economiche estremamente favorevoli. Da un lato si risolverebbe una volta per tutte il problema delle secche della foce dell'Arno e i conseguenti divieti di navigabilità con costi contenuti; dall'altro contrastare, attraverso azioni di ripascimento, i progressivi fenomeni di erosione che aggrediscono la spiaggia del Gombo e di Marina di Pisa. Riteniamo opportuno istituire un nuovo ente che gestisca le strumentazioni tecniche e le autorizzazioni necessarie”.

“Il nostro studio - spiega Emiliano Marchi, il presidente Sindacato Porticcioli Confcommercio Pisa - rappresenta una buona soluzione al problema della navigabilità della foce dell'Arno, a condizioni e costi contenuti. Vogliamo ribadire con forza che l'interlocutore riconosciuto dalla stessa Regione Toscana è la Provincia di Pisa, che ha la responsabilità e l'onere di garantire la navigabilità del fiume stesso. Senza alimentare ulteriori allarmismi chiediamo che sia la provincia ad intervenire, anche economicamente, per la sopravvivenza delle oltre 50 aziende che lavorano all'interno di un porto-canale a tutti gli effetti”.

 

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