Cronaca San Rossore

Profughi a San Rossore, Africa Insieme denuncia: "Un luogo di semi-detenzione"

I volontari dell'associazione criticano la decisione di sistemare i migranti arrivati a Pisa venerdì all'interno del Parco, una zona dicono "lontana dalla città, dove non è possibile ricevere visite"

Hanno cercato un contatto con i profughi giunti a Pisa venerdì sera i volontari dell'Associazione Africa Insieme, ma non l'hanno trovato. Si sono infatti recati a San Rossore, luogo scelto per l'accoglienza, per dare il benvenuto ai nuovi ospiti della città e si sono trovati di fronte un'amara sorpresa: la struttura di accoglienza predisposta per i profughi era (ed è rimasta anche nei giorni successivi) inaccessibile agli esterni.


"Il fatto - ricordano da Africa Insieme - era già accaduto nel 2011, in occasione della cosiddetta 'emergenza tunisini' prima, e della 'emergenza Nord Africa' poi. Oggi come allora, per accedere al centro di accoglienza serve una speciale autorizzazione dell'Ente Parco. La struttura, tra l'altro, si trova in un luogo molto lontano dalla città, dove non arriva il trasporto pubblico. Di fatto, i ragazzi sono isolati in uno spazio in cui non è possibile ricevere visite, e da cui non è possibile uscire: un luogo di trattenimento e di semi-detenzione, non di accoglienza".

"Dobbiamo ancora una volta ricordare che gli ospiti della struttura di San Rossore sono per lo più richiedenti asilo: non si tratta cioè di migranti irregolari né di persone accusate di qualche reato - affermano ancora dall'associazione - la privazione anche parziale della loro libertà di movimento rappresenta una lesione molto grave di diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati".

Africa Insieme dunque condanna ancora una volta le modalità di gestione di questa nuova emergenza. "Il migrante coinvolto in queste operazioni viene spostato come un pacco, collocato in zone lontane dalle città e dai centri abitati, privato di un'autentica possibilità di comunicazione col mondo esterno - affermano i volontari - a livello nazionale, il Ministero dell'Interno ha ancora una volta messo in campo un modello di accoglienza 'emergenziale'. Eppure, gli sbarchi sono un fenomeno relativamente contenuto, se è vero come è vero che ogni anno tra i richiedenti asilo che giungono nello spazio UE circa un quarto arriva in Germania, un quinto in Francia e un misero 4% in Italia. Dato che proprio recentemente il Governo aveva rafforzato la rete di accoglienza ordinaria dei richiedenti asilo (il
cosiddetto "Sistema Sprar"), la scelta di predisporre un sistema emergenziale non sembra dettata dalle circostanze, ma da precisi intenti politici".

"A livello locale, sembra davvero incredibile che un comune come Pisa - concludono da Africa Insieme - non riesca a trovare luoghi adeguati ad un'accoglienza degna, e debba chiedere la disponibilità di una struttura del Parco di San Rossore chiaramente non idonea".

I volontari sperano che i quaranta migranti ora a San Rossore siano trasferiti in zone più accessibili.

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