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Cronaca

Case popolari Sant'Ermete, dopo i tafferugli di Firenze: "Si dica la verità: il progetto è fallito"

Gli attivisti del comitato denunciano la lentezza dei processi decisionali e sottolineano che "eravamo stati invitati a partecipare alla riunione, avevamo il diritto di entrare"

Il Comitato di Sant'Ermete è tornato in piazza stamani, 5 ottobre, sotto Palazzo Gambacorti, per ricostruire quanto accaduto ieri davanti la sede del Consiglio Regionale della Toscana e chiedere chiarezza circa il futuro della riqualificazione del quartiere. A Palazzo Panciatichi infatti si era riunita la terza Commissione Sanità e Politiche Sociali, che doveva valutare una mozione presentata da 5 Stelle e Sì Toscana a Sinistra riguardante proprio il caso Sant'Ermete, in particolare per pagare gli affitti agli assegnatari di casa popolare che vivono in alloggi fatiscenti. Il voto è stato rimandato ad un'altra riunione prevista fra una quindicina di giorni.

"Siamo qua oggi - hanno spiegato in conferenza stampa gli attivisti - perché la forza politica che guida la Regione è la stessa di questo Comune, ed agiscono allo stesso modo: rinvii e promesse, ma nessuna risposta". Sui tafferugli, che hanno portato anche al fermo e l'immediato rilascio di tre persone, gli abitanti di Sant'Ermete spiegano che "avevamo diritto di entrare, perché invitati dalle forze di minoranza che avevano promosso la mozione, ormai un anno fa. Anche i consiglieri erano con noi al portone ed hanno assistito sbigottiti alla scena".

"Il tentativo è quello di sempre - insistono - cioé far passare un problema sociale e politico per una questione di ordine pubblico. Non vogliono assumersi la responsaibilità di dire che il progetto per Sant'Ermete è fallito. Dopo la demolizione dei primi fabbricati in via Emilia il cantiere è fermo, con degrado che si aggiunge al degrado".

In quello che i residenti chiamano "buco" sono previste due palazzine da 39 alloggi, per il primo dei quali Apes ha indetto la gara per la realizzazione, per un investimento di circa 3 milioni di euro; tali soldi vengono da un fondo sociale di Apes che la Regione ha sbloccato per la spesa, nel contesto del progetto complessivo dei totali 256 alloggi, da realizzare in più fasi, per complessivi 13 milioni di investimento. I 10 milioni successivi apparivano legati ad un mutuo che la Regione aveva in trattativa con la Banca Europea per gli Investimenti, accordo poi non siglato come da denuncia dei 5 Stelle regionali. La Regione, con l'assessore Ceccarelli, ha comunque poi assicurato che "saranno finanziati tutti gli interventi programmati".

E si arriva quindi ad oggi, con le preoccupazioni del Comitato di Sant'Ermete che non si arrestano, alimentate dal nuovo rinvio: "Non vorremmo che la storia si ripetesse, con l'avvio dei lavori per questo lotto nel 2018 in concomitanza con le elezioni. Poi ci sarebbe il teatrino delle promesse elettorali, con il tempo che passa e le case popolari che non si costruiscono".

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