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'Progetto Caserme' e Distretto 42, il Municipio Beni Comuni: "Si torna agli usi pubblici"

In vista dell'aggiornamento del piano urbanistico le previsioni in corso di valutazione fanno dire al Municipio che "il Progetto Caserme è definitivamente morto", tanto che la caserma Curtatone torna a destinazione "servizi pubblici e abitazioni speciali"

Il 'Progetto Caserme' è di fatto stato abbandonato e sarà certificato dagli stessi strumenti urbanistici, liberando quindi la possibilità per il riuso della caserma Curtatone come Distretto 42. Questa è la ricotruzione della situazione che da il Municipio dei Beni Comuni, alla luce delle previsioni in corso di aggiornamento dei piani urbanistici. Passaggi in cui le istituzioni devono farsi carico di una simile scelta, con il Ministero della Difesa che deve trasferire il bene al Demanio, possibilità che sarebbe più raggiungibile se il Comune insistesse o si accordasse con il Ministero. 

Secondo il Municipio dei Beni Comuni "dagli aggiornamenti del piano urbanistico che sono stati effettuati emergono ufficialmente due questioni: la prima è che nella zona di Ospedaletto non è più prevista la costruzione della nuova caserma, la seconda è che la previsione urbanistica per la Bechi Luserna come terminal turistico con parcheggi e funzioni ricettive, essendo decaduta, non verrà rinnovata con questa variante, con il risultato che la caserma Bechi Luserna resta di fatto una caserma, come dimostravano negli anni i lavori di adeguamento e rifacimento".

Il 'Progetto Caserme' perderebbe quindi i suoi presupposti. "Nel piano urbanistico in valutazione al momento non lo si dice esplicitamente - spiega il Municipio - ma l'accordo di programma sul Progetto Caserme (allegati alla Delibera di C.C. n. 58 del 22/07/2008) lo spiegava già bene nel 2008. Qui si legge infatti: 'Salvaguardie: La nuova destinazione per l'ex Distretto Militare è ammessa solo previa realizzazione della nuova struttura militare in Ospedaletto e conseguente trasferimento in essa delle funzioni militari presenti nella Caserma Artale e nella Caserma Bechi Luserna'. Di fatto, con le previsioni attuali, è esclusa la costruzione della Caserma di Ospedaletto, come è esclusa la dismissione della Bechi Luserna, anche se a noi piacerebbe".

Ecco quindi il ritorno al pubblico: "Dato il meccanismo della 'salvaguardia' la variante sulla caserma Curtatone e Montanara che prevedeva 'residenza ordinaria, speciale, turistico-ricettiva' decade e si torna quindi alla scheda urbanistica che prevede: 'Recupero area ex Distretto per servizi pubblici ed abitazioni speciali'".

Una direzione richiesta da tempo dagli attivisti, nonostante le resistenze delle istituzioni: "Ad oggi il Ministero della Difesa, che negli ultimi 15 anni si è nascosto dietro al protocollo d'intesa per sfuggire alle pressanti richieste del Demanio di Stato di restituire il bene perché inutilizzato, ha inoltre non solo ignorato le esplicite richieste delle associazioni di utilizzare il bene, ma ha anche rigettato la richiesta di concessione del Comune di Pisa. Il progetto caserme, uno dei progetti su cui, a detta del Sindaco Filippeschi si è rinnovato il mandato nel 2013, è ufficialmente morto. Nonostante sia il momento ormai, che il Ministero della difesa restituisca l'area in via Giordano Bruno al Demanio, l'Assessora all'urbanistica Ylenia Zambito continua a dichiarare in commissione urbanistica che lei e il Sindaco Filippeschi continuano a incontrare il Ministero della difesa per portare avanti il Progetto Caserme. Continuano incontri clandestini com'è d'uso fare in questa amministrazione senza che la cittadinanza sia edotta di come procedono".

Si torna quindi alla richiesta che da sempre viene portata avanti: "Trasferimento del Distretto 42 a titolo gratuito col federalismo demaniale affinché questa area e il Parco Andrea Gallo, da quasi due anni tornato nell'abbandono a seguito di uno sgombero politico contro quella esperienza di rigenerazione urbana, sia restituito alla cittadinanza. Così nei fatti verrebbe rispetta e prenderebbe subito corpo la variante del piano urbanistico 'a servizi pubblici e abitazioni speciali, previsione ampiamente declinata nel progetto partecipato presentato e consegnato dal Municipio dei Beni Comuni ma elaborato con centinaia di cittadini e cittadine del quartiere e non, che invece nello scorso marzo la maggioranza che amministra questa città ha invece bocciato continuando a sostenere la speculazione e l'abbandono".

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