Progetto stazione, Rebeldia e Africa Insieme: "Inutile aumentare Polizia e videosorveglianza"

Le due associazioni intervengono sul progetto di riqualificazione del quartiere e criticano le linee di indirizzo adottate dalla Giunta: "Servono integrazione, più spazi culturali e il riutilizzo di quanto è in stato di abbandono"

"Ancora una volta si affronta una problematica complessa come se fosse solo una questione di ordine pubblico". Africa Insieme e Rebeldia intervengono sul progetto di riqualificazione dell'area della Stazione e criticano le linee di indirizzo adottate dall'amministrazione comunale.

"Leggendo la delibera approvata dalla Giunta - dicono Serena Fondelli di Rebeldia, e Sergio Bontempelli di Africa Insieme - si nota come vengano poste tutta una serie di questioni avendo già in mente un'unica soluzione possibile: la Polizia. Sicuramente quella della stazione è una zona che presenta alcune problematiche, ma crediamo che aumentare ancora la presenza di forze dell'ordine e videosorveglianza non sia una risposta efficace. Questa strategia è stata adottata dall'amministrazione già in passato e, per sua stessa ammissione, non ha dato i frutti sperati".

Secondo le due associazioni le criticità maggiori sono invece legate al contesto urbano di un quartiere "troppo a lungo trascurato". "Pur essendo una zona molto abitata - proseguono gli esponenti di Rebeldia e Africa Insieme - ci sono tantissimi palazzi abbandonati, mentre mancano quasi completamente spazi di aggregazione culturale, aree verdi e aree gioco per i bambini. Dove adesso c'è il fantasma della Sesta Porta, quasi completamente vuoto se non per alcuni uffici, una volta vi era la sede di Rebeldia che sul quartiere ha sempre fatto proposte, partendo da convegni e progettazione partecipata".

"Non varrebbe forse la pena - si chiedono gli esponenti delle due associazioni - di valorizzare l'estrema ricchezza delle varie culture che abitano il quartiere? Questo significherebbe agire alla base evitando che si arrivi, col tempo, a situzioni di emarginazione e forte disagio sociale che poi viene represso e colpito in maniera miope, con manovre sempre emergenziali".

Le due associazioni sospendono invece il giudizio sui benefici fiscali che sarebbero previsti per chi apre nuovi esercizi ad uso pubblico. "Un'operazione controversa - affermano gli esponenti di Rebeldia e Africa Insieme - perchè se da un lato va a rivitalizzare il quartiere, dall'altro l'apertura indiscriminata di locali ha già mostrato i suoi lati negativi. Questo vuol dire non agevolare i privati nell'aprire l'ennesimo bar/pub, ma aprire spazi culturali per tutta la cittadinanza, cercando di riabitare quanto abbandonato".

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