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Istruzione: le lezioni si seguono anche in ospedale con il progetto 2.0

Presentazione del progetto 'Smart Inclusion 2.0' nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell'Ospedale Santa Chiara di Pisa. Grazie a tablet e lavagne interattive i bambini degenti potranno seguire le lezioni e entrare in contatto con l'esterno

E' stato presentato e inaugurato questa mattina il progetto 'Smart Inclusion 2.0', un sistema di teledidattica rivolto ai pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica dell'Ospedale Santa Chiara di Pisa. I piccoli pazienti in pratica potranno seguire le lezioni anche se ricoverati. Un sistema tecnologico avanzato, definito "un'eccellenza italiana" dal ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, che consente quindi ai bambini ricoverati di partecipare alla vita sociale collegandosi con il mondo esterno in maniera semplice e immediata.

Il progetto si basa su tecnologie open source, aderendo alle raccomandazioni dell'Ue e permette di raggiungere prestazioni di alto livello. Nel reparto è stata approntata un'aula attrezzata di lavagna interattiva e con 10 banchi dotati di 10 tablet. Altrettanti saranno a disposizione nelle camere per i piccoli che non possono lasciare il letto o la stanza. Grazie al collegamento previsto, i bambini che restano in camera possono interagire sia con l'aula che con la scuola. In ospedale sono presenti due insegnanti per la scuola elementare e un docente per la scuola media. Le lezioni proseguiranno anche nella Casa-alloggio 'L'Isola dei Girasoli' gestita dall'Agbalt, per i bambini che verranno dimessi dall'ospedale ma che saranno curati lì in regime di day-hospital.

Il progetto è riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e quindi le ore di lezione sono conteggiate ai fini del calcolo della frequenza obbligatoria. Tutto questo è stato possibile anche grazie a Telecom Italia, che ha reso disponibile la piattaforma tecnologica attraverso le proprie infrastrutture di cloud computing della Nuvola Italiana e con il contributo di Regione Toscana, Comune di Pisa, Cnr e Scuola Superiore Sant'Anna. '

'Con Smart Inclusion 2.0 - ha detto Stefano Mattevi di Telecom - abbiamo migliorato il sistema precedente e oggi non c'è più bisogno di infrastrutture di rete o service. Un esempio di tecnologia che migliora la vita non solo di chi è costretto a cure in ospedale ma anche di chi vive in luoghi remoti con scuole che non possono usufruire di didattica di eccellenza''. Secondo Luigi Nicolais, presidente del Cnr, ''la ricerca deve puntare la sua attenzione sulle sue applicazioni e la tecnologia deve essere riempita di contenuti'' e Domenico Laforenza, presidente dell'area della ricerca del Cnr di Pisa ha aggiunto: ''Sono le persone che fanno le cose e gli enti e non viceversa e questo progetto che ha coinvolto Cnr, Telecom, lo Smart services cooperation lab, un esempio importante e un modello nazionale di cooperazione''. D'accordo anche il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza perché ''il messaggio è che più che le smart city ci vogliono smart politicians e smart governement, si devono cioè prendere decisioni intelligenti per far sì che questi progetti e idee circolino nel Paese''. Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi ha sottolineato che ''l'obiettivo di una città è quello di essere esemplare, il più possibile e tutti i giorni: non è facile, ma con questo progetto lo siamo stati''.


"La scuola - ha infine sottolineato l'assessore all'Istruzione della Regione Toscana Stella Targetti - deve essere davvero di tutti e per tutti: se vogliamo garantire la vera universalità del diritto all'istruzione non possiamo dimenticarci neppure un attimo i piccoli ricoverati. Qui le nuove tecnologie possono fare molto: come Regione ne promuoviamo diffusione e utilizzo, in particolare nei luoghi dove è più difficile fare scuola come paesi di montagna, aree di disagio sociale e appunto ospedali".

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