Cronaca

Accoglienza, interruzione del progetto Sprar a Cascina: "Dal sindaco solo bugie"

Arci Comitato di Pisa e Sinistra per Cascina intervengono sulla decisione dell'amministrazione comunale chiarendo alcuni punti. Replica il sindaco Ceccardi

Migranti impegnati nella coltivazione (foto d'archivio)

Non sono tardate ad arrivare le reazioni alla decisione annunciata dall'amministrazione comunale di Cascina di interrompere il progetto Sprar per l'accoglienza dei migranti sul territorio cascinese.

"Il sindaco ci ha anticipato genericamente l’intenzione di non proseguire, che ha confermato sulla stampa locale, probabilmente però dimenticandosi di riportare alcune informazioni utili alla collettività, che siamo felici di illustrare" afferma Stefania Bozzi, presidente dell'Arci Comitato di Pisa, ente gestore dello stesso progetto. "Come ben sa il sindaco, nel progetto Sprar attualmente in corso, il Comune di Cascina non impegna nessuna risorsa economica finanziaria - sottolinea Bozzi - la Giunta perciò non può vantarsi di recuperare alcuna cifra da 'restituire ai propri cittadini', in quanto non gli sono stati mai tolti. Il cofinanziamento attuale del Comune di Cascina ammonta a 2.200,00 euro: non denaro contante ma valorizzazione di personale già impiegato nel comune e uso di spazi pubblici (es. biblioteca). Scelta miope quindi quella di chiudere lo Sprar, un progetto fiore all'occhiello dell'accoglienza a livello nazionale creato (tra l'altro) nel 2001 sotto il governo Berlusconi attraverso la Legge Bossi-Fini. Il modello Sprar, basandosi sull'accoglienza diffusa e per piccoli gruppi, favorisce l’integrazione nel territorio a differenza dell’accoglienza straordinaria che potrebbe portare alla nascita di grandi nuovi centri.  Viceversa, la presenza del progetto Sprar a Cascina, tra le molte altre attività sociali e di integrazione, ha portato anche al recupero di parte del giardino della biblioteca ad opera appunto dei beneficiari".
A rincarare la dose anche Sinistra per Cascina che, oltre a puntare il dito contro le affermazioni riguardanti il recupero delle cifre da restituire ai cittadini, sottolinea anche come sia falsa l'affermazione per i quali saranno meno gli immigrati a Cascina. "Il provvedimento di uscita dal progetto Sprar va a colpire persone che hanno già visto riconosciuto il loro diritto alla protezione internazionale (perché esposti a grave pericolo se tornassero nel paese d’origine) e alla permanenza in Italia, mentre non arresta l’arrivo di profughi  la cui richiesta è in attesa di esame - sottolineano da Sinistra per Cascina - dopo che il Presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni ha richiesto ed ottenuto incentivi per i Comuni che aderiscono al progetto Sprar, è anzi probabile che per chi non partecipa aumenterà la quota di profughi inviati dai prefetti in macrostrutture". "La decisione di abbandonare lo Sprar - proseguono - svela il vero volto di questa amministrazione. Di fronte all’incoscienza e la disumanità di questi amministratori non c’è vero bisogno o grave pericolo che tenga. Lo Sprar consiste in un'accoglienza diffusa di piccoli gruppi di rifugiati in serio pericolo e ne favorisce l’integrazione nel territorio (su cui i beneficiari possono reinvestire le risorse di cui dispongono), ma neanche questo sembra bastare. Molti cittadini cascinesi (anche sostenitori di Ceccardi) si erano detti tra l’altro favorevoli a questo modello, giusto e realmente orientato all’inclusione. Salta con questo gesto superficiale e dannoso l’ultima opportunità possibile di gestire in modo serio l’immigrazione a Cascina, il Comune sceglie di tagliarsi fuori da tutte le sedi decisionali. Questa amministrazione dimostra una volta di più di non poter governare una città con necessità e bisogni che vanno ben oltre gli slogan elettorali".

LA REPLICA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE. "Ho ricevuto un mandato ben preciso dai miei cittadini e dal Consiglio Comunale di Cascina che nel mese di ottobre ha determinato un indirizzo politico molto chiaro, cioè quello di cessare ogni progetto di accoglienza che si avvale dell'ausilio delle risorse comunali - afferma il sindaco Susanna Ceccardi - le risorse umane ovvero economiche che venivano utilizzate nei progetti Sprar saranno indirizzate verso altre attività benefiche per la nostra cittadinanza. Anche il Papa nelle ultime dichiarazioni ha chiarito che l'accoglienza deve essere sempre parametrata alle concrete possibilità di integrare e accogliere in ogni territorio. A Cascina abbiamo una crisi economica e abitativa senza precedenti - prosegue il Ceccardi - la mia missione è quella di aiutare prima i cittadini cascinesi. I quattordici migranti mandati via da Cascina non finiranno in mezzo ad una strada, ma saranno ricollocati in altri Comuni che aderiscono al progetto promosso con l'ausilio della Società della Salute, principale attore delle politiche d'accoglienza nella nostra area".

"Per quanto riguarda i migranti gestiti direttamente dalle cooperative che partecipano ai bandi prefettizi per la gestione dell'accoglienza il Comune non ha il potere di interrompere tali progetti, ma come cittadini e amministratori abbiamo il dovere di controllare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e di ordine pubblico - aggiunge l'assessore al Welfare Edoardo Ziello - il Comune di Cascina, alla prossima assembla della Sds Pisana, chiederà espressamente che le nostre risorse destinate al capitolo di spesa relativo ai progetti d'accoglienza vengano trasferite nei capitoli di spesa per anziani e disabili".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Accoglienza, interruzione del progetto Sprar a Cascina: "Dal sindaco solo bugie"

PisaToday è in caricamento