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Toscana, approvati i programmi di screening per studenti, territori e categorie a rischio

La Regione Toscana con 'Territori sicuri' e 'Scuole sicure' punta a un numero maggiore di test con tamponi antigenici rapidi gratuiti

Via libera dalla Giunta regionale ai progetti 'Scuole sicure' e 'Territori sicuri' per la nuova campagna di monitoraggio e screening, tramite test antigenici rapidi gratuiti, su proposta dell’assessore alla Sanità Simone Bezzini. Obiettivo: fare più tamponi, giocare d’anticipo, scovare il virus dove si nasconde. La delibera include tre programmi specifici: il primo rivolto alla popolazione scolastica, il secondo ai Comuni con maggior diffusione del virus e il terzo ad alcune delle categorie più esposte al rischio di contagio, per offrire loro la possibilità di effettuare tamponi gratuitamente. Una campagna diffusa e articolata, che partirà nel mese di gennaio e si svilupperà almeno nel corso della prima metà dell’anno nuovo.

"L’obiettivo è aumentare la nostra capacità di testing per spezzare sul nascere le catene del contagio e anticipare il virus - spiegano il  presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore al Diritto alla salute Simone Bezzini - perché chi cerca trova, e chi trova agisce preventivamente. Puntiamo a fare più tamponi possibili per intercettare i casi positivi, in particolare quelli asintomatici, tramite queste campagne di screening, a partire da scuole e comuni dove è maggiore la circolazione del virus, e da chi è più a rischio ed esposto alla possibilità di contagio. Un lavoro che ora può contare sulla certezza del successivo tracciamento. La Toscana sta per mettere in campo una capillare e innovativa progettualità. Il rischio di una terza ondata è reale ed è nostro compito tentare ogni strada per scongiurarlo e mantenere bassa la curva del contagio".

Il sistema di monitoraggio 'Scuole Sicure', oggetto di confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli altri soggetti che fanno riferimento al 'Cantiere scuola', coordinato dall’assessore regionale Alessandra Nardini, vede al fianco della Regione Toscana anche Upi e Anci, oltre alle Asl e ad Ars (Agenzia regionale di sanità). L’obiettivo è quello di applicare una strategia innovativa di allerta precoce 'early-warning', finalizzata all’individuazione di casi e focolai Covid-19 in età scolare (14-19 anni) in 150 istituti toscani superiori, applicando l’utilizzo dei test rapidi antigenici e la metodica del 'pool test', attraverso la replicazione periodica di test (ogni 7 giorni dalla data di rivelazione) in un campione di studenti delle Superiori. Sono previste anche postazioni di testing tra le fermate dei trasporti pubblici e le scuole.

Al programma di screening 'Territori sicuri' partecipano, oltre alla Regione Toscana, Upi, Anci, le Misericordie, le Pubbliche Assistenze Riunite e la Croce Rossa Italiana, insieme alle Asl, alle Società della Salute e ad Ars, che si occuperà di elaborare e fornire settimanalmente l’elenco dei Comuni selezionati per l’indice di rischio di positività. L’obiettivo, anche in questo caso, è applicare la strategia di allerta precoce 'early-warning' finalizzata all’individuazione di casi e focolai Covid-19 in popolazione generale applicando l’utilizzo dei test rapidi antigenici nei Comuni più a rischio.

Per quanto riguarda il programma di screening rivolto ad alcune delle categorie più esposte al rischio di contagio, l’atto di Giunta prevede che saranno le Asl toscane (Centro, Nord Ovest e Sud Est) a fornire i test antigenici rapidi a imprese, enti e istituzioni, nelle quali medici competenti o altri professionisti autorizzati provvederanno a effettuarli, registrando obbligatoriamente il risultato del test nell’app regionale appositamente istituita. Tra i destinatari il personale e ospiti/utenti, qualora non ricompresi in altre campagne di screening a carico del Ssr, nella sanità o nei servizi socio sanitari o sociali (residenziali e domiciliari, comprese le strutture per minori), le residenze sanitarie disabili (anche strutture tipo 'Dopo di Noi' e case appartamento), i servizi per le dipendenze e per la salute mentale, i centri accoglienza profughi e case rifugio, gli assistenti sociali, l’assistenza domiciliare, il volontariato operante nella sanità o nei servizi sociosanitari, socioeducativi o sociali, le carceri. Oltre a queste, badanti, vigili del fuoco, vigili urbani e polizia provinciale, forze dell'ordine, uffici giudiziari, trasporto pubblico locale (incluso servizio di scuolabus) e operatori gestori servizi rifiuti.

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