Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Poliziotto di quartiere, la proposta di Rossi: "Assumere 20mila agenti"

L'idea del governatore della Regione accende il dibattito anche a Pisa: ecco i commenti di alcuni consiglieri comunali

Fa discutere nella città della Torre l'idea avanzata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che, in un'intervista a La Nazione, propone di assumere 20mila poliziotti di quartiere in tutta Italia per garantire una maggiore sicurezza al Paese e contrastare la criminalità.

"Ho un'idea precisa che vorrei discutere in primis con i parlamentari toscani, di ogni colore politico, ed eventualmente mettere anche al centro di una proposta di legge d'iniziativa popolare: assumere 20mila persone dedicate al presidio delle strade e delle piazze. Poliziotti di quartiere ma anche carabinieri di prossimità".

"In Toscana ne arriverebbero così circa 1400 e permetterebbero di presidiare almeno 140 situazioni, giorno e notte, sette giorni su sette. Penso alle strade e alle piazze, ma anche a tramvie, bus e treni, dove la situazione è spesso insostenibile, fra chi non paga il biglietto e gruppi di sbandati - prosegue Rossi - con la polizia sotto organico di oggi, con numeri inferiori al 1989, si può fare poco".
Per quanto riguarda le risorse, secondo il presidente della Toscana occorrerebbero 500 milioni di euro. "Si può finanziare l'operazione - afferma Rossi - applicando la proposta di legge Gori-Bonino per l'emersione dell'immigrazione clandestina attraverso il lavoro. Gli immigrati che lavorano al nero verrebbero regolarizzati, garantendo nuovi introiti alle casse dello Stato. Secondo i miei conti, se su 500mila migranti irregolari stimati in Italia se ne regolarizzassero 100mila, i finanziamenti sarebbero già disponibili".

Sulla proposta del governatore toscano sono intervenuti alcuni consiglieri comunali di Pisa. "Rossi - ha così commentato Maurizio Nerini, capogruppo in Consiglio di Noi adesso Pis@ - Fdi - An -  si sveglia solo adesso e dopo ben cinque anni dalle nostre proposte. Basta andare a leggere le nostre copertine sui nostri social dove viene riportato proprio la proposta del vigile di quarterie. Rossi sveglia!”.

“C’è bisogno - ha sottolineato il consigliere Ferdinando De Negri (Pd) - di risposte concrete, che sono state in parte recepite nel 'Patto per Pisa sicura', siglato tra il governo e l’amministrazione cittadina nel 2010 e aggiornato nel gennaio 2018. In particolare il ministro Minniti ha provveduto a inviare a Pisa 10 Carabinieri del servizio antiterrorismo. Inoltre, la Giunta ha bandito l’assunzione di 9 vigili urbani nel 2017 e di 13 nel 2018, oltre ad altri 10 per il 2019. La proposta del Governatore Rossi di aumentare le forze dell’ordine in tutta Italia assumendo almeno 20mila poliziotti di quartiere potrebbe essere utile ad aumentare la capacità di controllo del territorio. Ovviamente, il tema della sicurezza va affrontato anche attraverso l’implementazione di misure sociali, che riducano i fenomeni di marginalità, e con azioni di riqualificazione del tessuto urbanistico: e ambedue questi tipi di misure sono state intraprese dall'amministrazione comunale”.

 “Il potenziamento delle forze dell'ordine - ha detto la consigliera Elisabetta Zuccaro (M5S) - è nel nostro programma nazionale e locale. E' una proposta che va discussa nelle forme e negli obiettivi. Crediamo che il presidio del territorio sia importante e complementare alle misure di prevenzione di tipo sociale e urbanistico che devono essere necessariamente messe in campo per incidere sulla sicurezza”.

“Non amo - ha commentato la consigliera di Sinistra Italiana, Simonetta Ghezzani - le proposte populiste, e quella di Enrico Rossi lo è. Non perché sia falso che l'efficienza e l'efficacia delle forze dell'ordine nel controllo del territorio è scadente. Ma perché occorre dire con forza che non basta aumentare gli addetti alla sicurezza. C'è bisogno di una profonda riforma del settore. Numerose inchieste mostrano un dato: l'Italia è uno dei paesi più militarizzati al mondo. In una inchiesta de L'Espresso di qualche anno fa si legge 'll numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri è elevatissimo anche rispetto agli abitanti: tra Aosta e Caltanissetta contiamo 508 agenti ogni 100mila persone, contro i 300 della Germania, i 354 della Francia e i 259 della Gran Bretagna...un'anomalia, la nostra, dovuta innanzitutto al numero abnorme di polizie autonome, con propri comandi e specifiche strutture: ben 9, se si contano anche la municipale e la provinciale, per una spesa complessiva che supera i 20 miliardi di euro l'anno'. Sembra che negli uffici stia il 60% degli addetti alle forze dell'ordine. Dunque: la sicurezza è un bene essenziale che lo Stato deve garantire. Ma nuove assunzioni devono accompagnarsi a una profonda riforma del settore che riduca apparati inutili e liberi energie per il controllo operativo del territorio”.

“Condivido la proposta - ha, infine, concluso il consigliere Giovanni Garzella (Pisa è) - ma non è però sufficiente. Deve essere rivista la legge svuota carceri e le pene per i reati contro la persona e le proprietà private. I cittadini si devono sentire sicuri in casa propria e non soltanto nei quartieri”.

Che cos'è il poliziotto di quartiere

Il Poliziotto di quartiere nasce per essere più vicino alla gente. Lavorare nelle strade del quartiere lo porta infatti a conoscere la realtà quotidiana degli abitanti della zona, ad essere un punto di riferimento per i commercianti e un deterrente per cittadini poco onesti. Per il suo servizio è dotato anche di computer palmare e telefono cellulare per rispondere in tempo reale alle richieste dei cittadini.
Il poliziotto di quartiere opera 'a piedi' nei 103 capoluoghi di provincia italiani, vigilando sulla sicurezza dei quartieri e della gente. In alcune città, come Forlì, Crema e Padova sono state istituite anche pattuglie in bicicletta.

Chi sono gli agenti di quartiere

Berretto in tessuto morbido dotato di visiera, giaccone in gorotex che sostituisce la giacca e cinturone in cuoio nero. Il poliziotto di quartiere indossa una uniforme che, nel rispetto degli elementi distintivi della Polizia di Stato, richiama l'attenzione sulla particolarità del servizio, rendendo gli operatori immediatamente distinguibili sul territorio.
Con le volanti, le pattuglie a cavallo e quelle in moto il poliziotto di quartiere vigila sulla sicurezza dei cittadini e dei commercianti del quartiere, integrandosi perfettamente nella realtà quotidiana della zona assegnata.

Quanti sono e dove sono? 

La figura dell'agente di quartiere è nata nel 2002 in forma sperimentale in 28 province come previsto dal contratto con gli italiani sottoscritto da Silvio Berlusconi nel corso della campagna per le elezioni politiche del 2001.
Alla fine del gennaio 2006, il Ministero dell'Interno dichiarava che gli operatori (uomini e donne) adibiti al servizio di 'polizia di prossimità' erano oltre 3.700, impegnati in 748 aree cittadine. Oltre alla Polizia di Stato e all'Arma dei Carabinieri, sono impegnati nell'attività di polizia di prossimità anche il Corpo Forestale dello Stato, soprattutto nelle aree rurali e montane, e la Guardia di Finanza.

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