Ripartire dopo il Covid-19, ma senza auto: le proposte sulla mobilità di Legambiente

Dalla gratuità di Ciclopi agli sconti nei negozi se fatti arrivando in bici, l'associazione: "Non possiamo semplicemente tornare a come era prima"

La parte riguardante la mobilità del piano 'Riapri Pisa', come previsto e descritto dall'amministrazione comunale di Pisa, non piace a Legambiente. Secondo l'associazione ambientalista "la direzione non è quella giusta", perché "il post emergenza Covid-19 dovrebbe mirare a politiche più lungimiranti".

"L'auto - riconosce Legambiente Pisa - è la scelta più ovvia per riconquistare la 'normalità', ma questa normalità era fatta da una città congestionata, rumorosa, pericolosa, inquinata. Meglio una 'fase 2' orientata a favore di una mobilità sostenibile e più dolce per le persone e per l'ambiente. Favorire le auto in centro durante l'estate, permettendo la sosta gratuita, non favorirà automaticamente l'economia degli esercizi commerciali. E' possibile, invece, che Pisa possa avviarsi a essere una città ma allo stesso tempo dinamica e respirabile. Occorre diversificare l'offerta e potenziarla, cercare soluzioni nuove e integrate".

L'associazione quindi punta all'integrazione del trasporto pubblico con gli spostamenti a piedi e in bici, o la mobilità elettrica. In questo i mezzi pubblici dovrebbero essere resi "più sicuri e più frequenti, attraverso monitoraggi e controlli per contingentare gli ingressi e garantire le distanze di sicurezza". Legambiente quindi suggerisce varie misure di incentivazione della mobilità alternativa: "Aumentare le corsie preferenziali per gli autobus, per consentire maggiore velocità di crociera e magari riuscire a incrementare la frequenza dei passaggi; prevedere incentivi per le aziende che vorranno fare lavori di ristrutturazione al fine, per esempio, di realizzare bagni con docce e/o spogliatoi per i lavoratori che raggiungono il luogo di lavoro in bici; incentivare le aziende e gli uffici pubblici a proseguire con il lavoro da casa; prevedere più bici e nuovi percorsi pedonali e ciclabili nell'area urbana, con un'attenzione particolare per connettere tra loro piste e percorsi già esistenti".

Nel concreto si possono sviluppare alcuni servizi già presenti. Legambiente così chiede: "l'aumento delle stazioni del sistema di bike-sharing pisano, con la realizzazione delle 13 stazioni 'Ciclopi' che dovevano essere integrate al servizio con la fine dello scorso anno nell'area urbana e periferica; rendere gratuito questo servizio per l'estate; aumentare gli sforzi per avere pronto entro luglio il tratto ciclabile da La Vettola a Marina di Pisa; ridare vigore all'iniziativa di Fiab Pisa 'Bike to shop', che prevede uno sconto negli esercizi commerciali per chi si reca a comprare in bicicletta; rafforzare la sharing mobility con auto, soprattutto elettriche, bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini, attraverso accordi con le imprese per avere più mezzi in città, in più quartieri e anche lungo il litorale a costi più contenuti".

"Si tratta di misure attuabili in pochi mesi - insiste Legambiente - con risorse relativamente contenute e alcune già disponibili, perché si tratta di attuare provvedimenti già contenuti in leggi dello Stato. Ad esempio, per quanto riguarda la realizzazione di nuove ciclabili, si ricorda che nella Legge di Bilancio 2020 sono stati stanziati 150 milioni di euro per il co-finanziamento di percorsi ciclabili urbani". "Non possiamo semplicemente tornare al 'come prima' (o peggio del prima) - conclude l'associazione - dal momento che vivere in città inquinate e stressanti ci renda vulnerabili fisicamente quanto socialmente e che la cattiva qualità dell'aria sia correlata con un maggior rischio sanitario. Dovremo, invece, ritrovare il piacere di vivere senza paure strade e città, trasformando le necessità in opportunità".

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