Cronaca

Protesi al cobalto, 800 pazienti a rischio contaminazione: solo 53 sostituite

La questione è stata presentata dalla consigliera regionale del Gruppo Misto Marina Staccioli che accusa la Regione Toscana di aver scelto i fornitori sulla base del prezzo più basso

“Sono circa 800 i toscani a rischio contaminazione da cobalto a causa di protesi ortopediche difettose”. E’ quanto si apprende dalla risposta dell’assessore alla Salute Luigi Marroni all’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto).

Le protesi difettose sono state utilizzate da 9 aziende sanitarie, tra cui l'Asl 5 di Pisa. Le altre sono: Asl 1 Massa e Carrara, Asl 2 Lucca, Asl 4 prato, Asl 10 Firenze, Asl 11 Empoli, Azienda ospedaliera Careggi, Asl 7 Siena e Asl 8 Arezzo.

 “Dopo lo scandalo De Puy, l’azienda di produzione di protesi che nell’agosto 2010 si autodenunciò per la messa in commercio di impianti difettosi, accusati di rilasciare cobalto nel sangue - spiega Staccioli - la Regione Toscana ha avviato la procedura di richiamo e follow-up di tutti i pazienti coinvolti, ma pochi hanno subito l’espianto della protesi difettosa”.

“Solo per quanto riguarda gli interventi di protesi d’anca - continua - parliamo di 12.826 pazienti, per un totale di 13.600 impianti. Di questi, 808 sono stati forniti dalla De Puy, ma finora solo 53 sono stati rimossi e sostituiti”.

“Alla preoccupazione per lo stato di salute dei cittadini coinvolti, però, se ne aggiunge una più grande: in che modo le Aziende sanitarie toscane scelgono i propri fornitori? L’assessorato - prosegue Staccioli - ci fa sapere che sono state eseguite regolari gare da parte degli Estav. Non ne dubitavamo, quel che desta allarme è che come al solito sia stata fatta la scelta al maggior ribasso”.

“Evitiamo che i continui salassi effettuati al Sistema sanitario regionale si ripercuotano sui cittadini. Tanto più - conclude Staccioli - che come spesso accade, chi meno spende più spende: quanto ci costerà adesso, sia in termini economici che di disagi per i pazienti, il percorso di monitoraggio dei trapiantati e l’eventuale secondo intervento? L’assessore Marroni dovrà rispondere anche di questo, prima di tutto di fronte alle centinaia di cittadini che ne hanno subito le conseguenze”. 

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