Lavoratori multiservizi alzano la voce: "Siamo stati definiti eroi, ora rinnovateci il contratto"

I lavoratori degli appalti sono pronti alla mobilitazione per il rinnovo del CCNL scaduto da ormai 7 anni

(foto d'archivio)

“Nella fase del lockdown siamo stati definiti eroi, eroi presto dimenticati. In realtà, come sempre, abbiamo svolto il nostro lavoro con serietà e responsabilità. Non vogliamo medaglie, ma vogliamo il rinnovo del nostro contratto collettivo nazionale. 7 anni sono troppi, 7 euro l’ora sono pochi”. Si è svolto ieri l’attivo nazionale unitario delle delegate e delegati del settore multiservizi. In tutta Italia 1500, in Toscana 250, 40 nella sola provincia di Pisa si sono ritrovati in videoconferenza per fare il punto sullo stato della vertenza relativa al rinnovo del loro contratto nazionale e decidere le iniziative da intraprendere.

Nella provincia di Pisa Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti Uil hanno riunito in presenza i propri delegati in rappresentanza delle migliaia di lavoratrici e lavoratori del sistema degli appalti presenti nella sanità, nelle scuole, nell'università e nelle scuole di eccellenza, nell’aereoporto pisano, nelle strutture alberghiere, nella grande distribuzione. "Realtà diverse, ma tutte duramente impattate dalla pandemia, sia per coloro che hanno continuato a lavorare senza interruzione garantendo un servizio pubblico essenziale e di pubblica utilità, sia per coloro che a fronte della chiusura delle attività sono stati posti in ammortizzatore sociale - affermano Caterina Ballanti della Filcams Cgl Pisa, Claudia Vargiu della Fisascat Cisl Pisa e Massimo Marino della Uiltrasporti Uil Pisa - si tratta di un settore caratterizzato da sempre da lavoro povero, con bassi salari, dove ad ogni cambio di appalto si rischia di perdere occupazione e diritti o di vedersi applicati contratti pirata in un sistema che troppo spesso nasconde irregolarità ed illegalità e che la pandemia ha reso ancora più fragile e precario. Non c’è rassegnazione, ma una forte determinazione a farsi sentire dalle associazioni datoriali che hanno rinnegato con il loro assordante silenzio gli avanzamenti ed intendimenti che erano stati raggiunti sia con un avviso comune presentato al Governo proprio per evidenziare le criticità del comparto, che al tavolo di confronto".

"E’ necessario che anche la politica, le istituzioni, i ministeri competenti prestino la giusta attenzione ad un comparto che è da sempre, ed ancor più nella situazione attuale, essenziale per il funzionamento del Paese e al quale deve essere essere riconosciuto il giusto valore in termini di dignità, salario e valorizzazione del lavoro attraverso regole certe e garanzie normative e contrattuali - affermano i sindacati - da oggi al silenzio delle associazioni datoriali e delle aziende risponderemo con iniziative diffuse sui territori, azienda per azienda, appalto per appalto. Non c’è un secondo tempo, il tempo è scaduto".

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