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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Protesta davanti l'azienda dell'energia: "Noi la crisi non la paghiamo"

L'azione è stata promossa da Exploit ed Extinction Rebellion, che hanno manifestato i disagi del caro vita

"Raddoppio di gas e luce, benzina e gasolio a 2 euro al litro, rincari di tutti i beni alimentari: se continua così ci troveremo a dover scegliere se pagare l'affitto, le bollette o mettere del cibo a tavola". Exploit Pisa ed Extinction Rebellion Pisa hanno promosso per stamani 24 marzo, alle 11.30, un presidio davanti l'Eni di viale Bonaini. "L'ennesima crisi di questo tempo si abbatte su un paese impoverito da decenni di salari da fame, cassaintegrazioni, licenziamenti e tagli ai servizi pubblici. Inoltre, c'è chi specula sulle nostre difficoltà: sono le grosse compagnie energetiche, che di fronte a bollette esorbitanti aumentano i profitti e i dividendi per gli azionisti. Le stesse aziende responsabili della crisi climatica, come la partecipata Eni, che non solo non pagano per i danni fin qui arrecati, ma bussano alla porta dei ministri per incassare i fondi del Pnrr".

"La guerra in Ucraina - proseguono gli organizzatori - è legata a doppio filo alla dipendenza del nostro sistema produttivo ed economico da fonti quali il gas e petrolio. Con i ricavi del fossile si finanziano gli eserciti e con il ricatto di chiudere i rubinetti si lanciano le bombe. Per questo e per tutto il resto, insorgiamo. Questa crisi noi non la paghiamo. Pretendiamo: un tetto massimo a prezzi di benzina, gas ed elettricità; eliminazione delle accise, compensate da una tassazione sui grandi profitti; una vera transizione ecologica, finanziata da chi continua a sfruttare ed avvelenare i nostri corpi e le nostre terre; indipendenza energetica legata a energia pulita; basta con i sussidi presi dalle nostre tasse, paghi chi si è arricchito; introduzione di un salario minimo intercategoriale, se aumenta il caro-vita devono aumentare anche i salari".

La chiusura è sullo "stop ai finanziamenti per le spese militari. Di fronte ad anni di tagli alla spesa pubblica e ad una pandemia che ha messo in ginocchio tutti noi, il parlamento ha votato all'unanimità un aumento di 13 miliardi all'anno di spese militari. Chiediamo che questi fondi vengano impiegati per una mobilità pubblica veramente sostenibile, per un welfare universale, e per una sanità gratuita per tuttə".

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