Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Da parcheggio a luogo di socialità: è la protesta di Greenpeace 'ParkingDay'

Il presidio creativo si è svolto il pomeriggio di sabato in Piazza Sant'Antonio, per sensibilizzare contro l'eccessiva centralità delle auto nelle città

I volontari di Greenpeace, ieri 18 settembre in occasione della Settimana Europea della Mobilità, hanno portato anche a Pisa la protesta creativa del 'ParkingDay', convertendo temporaneamente un’area parcheggio in Piazza Sant’Antonio in uno spazio 'verde' destinato alla socialità, con l’obiettivo di sottrarlo alle auto e restituirlo simbolicamente alle persone.

Nello spazio temporaneamente liberato, l’associazione ha allestito un’area giochi e spazio di lettura per adulti e bambini con balle di fieno per delimitare l’area, tavolini e tappeti, un biliardino e una piccola libreria da cui scegliere libri e giochi di società, invitando i passanti a usufruire dello spazio per leggere, giocare e condividere un momento di socialità.

L’iniziativa è andata in scena in diverse città italiane, in molte delle quali si terranno il prossimo 3 e 4 ottobre le elezioni amministrative. L’obiettivo è quello di attirare l’attenzione degli amministratori sui "problemi legati all’onnipresenza delle auto in città. Greenpeace chiede alle amministrazioni delle città italiane di garantire spazi urbani più sani e vivibili e un sistema di mobilità equo e sostenibile, pensato per le persone e non per le auto. A Pisa il gruppo locale di Greenpeace ha più volte denunciato il problema dell’aumento di aree destinate a parcheggi per le auto e la poca attenzione alle alternative sostenibili tramite le osservazioni al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e attività di sensibilizzazione".

"Per troppo tempo - spiega Federico Spadini - l'automobile ha plasmato il volto delle nostre città, il paesaggio e anche la vita delle persone. I cittadini sono stati resi dipendenti dal trasporto motorizzato privato attraverso una cattiva pianificazione urbana, la mancanza di accesso ad alternative pubbliche e la massiccia promozione da parte dell'industria automobilistica. I tempi sono ora maturi per un ripensamento dello spazio in città, e le amministrazioni hanno l’opportunità, e anche il dovere, di trasformare i sistemi di mobilità urbana a favore del benessere delle persone e del Pianeta".

Con più di 65 auto ogni 100 abitanti, l'Italia ha uno dei tassi di motorizzazione più alti in Europa, "con il settore dei trasporti responsabile di un quarto delle emissioni di gas serra a livello nazionale - valuta Greenpeace - oltre all’impatto sul clima, sull’inquinamento atmosferico e sulla nostra salute, l’onnipresenza delle auto in città genera congestione, traffico, incidenti e riduce lo spazio che potrebbe essere destinato ad altri utilizzi, come parchi e aree verdi, che hanno invece benefici tangibili sul benessere e la salute delle persone. Per questo, Greenpeace chiede alle amministrazioni delle città italiane di investire da subito in aree pedonali e infrastrutture ciclistiche, trasporto pubblico capillare, servizi pubblici di mobilità condivisa ed elettrica e aree verdi e senz’auto".

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