Iscot: gli operai in trasferta a Torino per Cesare e Alessandro

Venerdì in programma un presidio di protesta di fronte alla sede centrale dell'azienda per chiedere il ritorno al proprio posto di lavoro di due dipendenti

Un momento dell'assemblea di mercoledì (foto Riscatto Pisa)

Una vicenda che continua con i lavoratori intenzionati a non arrendersi ma a proseguire la lotta per far valere le loro ragioni, classificando come "ritorsione" la decisione della Iscot di Torino di far restare a casa dietro retribuzione due lavoratori che erano stati assunti, insieme ad altri cinque, a tempo indeterminato dopo dieci giorni di sciopero e presidio permanente alla ditta Sole, azienda dell'indotto Piaggio.

Domani, 14 ottobre, la protesta si sposta nel Nord Italia, esattamente fino a Torino, in via Isonzo, alla sede centrale della Iscot Italia S.P.A.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Siamo al venticinquesimo giorno di presidio permanente e di sciopero - affermano i lavoratori Iscot-Sole Pontedera - dal 1 ottobre due di noi sono stati estromessi dallo stabilimento Sole di Pontedera come pura ritorsione contro i diritti che ci siamo conquistati. Non è perdonabile che dei lavoratori interinali, tenuti al cappio da un sistema che ci vedeva lavorare anche 18 ore al giorno per poi essere mandati a casa nei momenti di minor produttività, ottengano un contratto a tempo indeterminato? E che per ottenerlo siano disposti a dire la verità, ovvero che negli stabilimenti Sole non c'è sicurezza sul lavoro, che la Iscot non sia l'azienda che vuol far credere ma assomigli più ad un'agenzia di caporalato che subappalta alle agenzie interinali l'assunzione di tutta la sua forza lavoro? E che per ottenerlo decidano di lottare sacrificando famiglia e comodità, dando un segnale di riscatto per tutti i precari, gli interinali, i part time del territorio?".

"Due di noi, Alessandro e Cesare, sono tenuti a casa dalla Iscot, per volontà esplicita della Sole e di Confindustria - proseguono dal presidio - la Iscot da lunedì 17 li vuole obbligare ad un trasferimento forzato in un 'magazzino confino' nonostante che dal 1 ottobre dovrebbero, come da contratto appena sottoscritto, essere a lavoro assieme agli altri colleghi nello stabilimento Sole. Nessuna trattativa vuole sbloccare questa situazione, la posizione è tanto immotivata quanto puro esercizio di potere. Per questo siamo in sciopero, di nuovo, totale e continuato dal 1 ottobre. Per questo picchettiamo i cancelli contro i tentativi di sostituzione che la Iscot vuole fare con nuovi interinali".

Per tutti questi motivi, proprio ieri, mercoledì, è stato deciso, nel corso di un'assemblea a cui hanno partecipato tanti lavoratori dell'indotto Piaggio, di andare fino a Torino, di fronte alla Iscot: "Vogliamo dire ai vertici di questa grande azienda che Cesare ed Alessandro devono subito rientrare nel loro posto di lavoro - sottolineano i lavoratori - che lunedì 17 contesteremo il trasferimento presso il 'reparto confino' e che sarà oramai troppo tardi per recuperare ogni trattativa. La Iscot per quanto ci riguarda, se non vuole rispettare i contratti conquistati con dignità dai 7 interinali, se ne faccia una ragione. Saremo a Torino perché la Iscot, colosso che gestisce appalti per conto di Ferrari, Iveco, Maserati, Ford, e Unicredit, è simile ad un gigante coi piedi di argilla - concludono - la sua forza è basata sulla rassegnazione di centinaia di lavoratori precari ed interinali in tutta Italia. Noi abbiamo iniziato a dire NO".
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, approvato il decreto scuola: ecco cosa cambia

  • Coronavirus, l'emergenza ferma il Giugno Pisano: saltano Luminara, Gioco del Ponte e Palio

  • In Toscana scatta l'obbligo delle mascherine: chi deve indossarle e in quali occasioni

  • Emergenza Coronavirus: distribuzione di mascherine a domicilio per i cittadini pisani

  • Coronavirus: 196 nuovi casi in Toscana, il dato più basso dall'inizio dell'epidemia

  • Coronavirus, i balneari pisani attendono con fiducia la bella stagione

Torna su
PisaToday è in caricamento