Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Ispettorato del Lavoro in protesta: "Impossibile tutelare cittadini e imprese oneste"

Presidio dei lavoratori alla Prefettura di Pisa, la mattina di venerdì, per denunciare la carenza di risorse e mezzi

"Come si possono tutelare i lavoratori se chi è preposto a farlo non ha strumenti, mezzi e risorse?". E' la domanda che le rappresentanze sindacali di tutta Italia dell'Ispettorato del Lavoro fanno al Governo, con un presidio in corso stamani, 17 novembre, in circa 60 città dello Stivale, fra cui Pisa. Ai rappresentanti delle Prefetture viene consegnato un documento che riassume le difficoltà del comparto, firmato dai sindacati Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Pa, Confsal-Unsa, Usb-Pi, Intesa Fp.

Il picchetto alla Prefettura in Piazza Mazzini delle Rsu è partito alle ore 10. Alla base della mobilitazione c'è l'insoddisfazione per la riforma del settore, fra Jobs Act e accorpamento di funzioni e lavoratori di Ministero del Lavoro, Inps e Inail, tutti confluiti nell'agenzia dell'Ispettorato del Lavoro. L'operatività, in teoria, è partita dal 1° gennaio 2017. La pratica denunciata dai dipendenti è quella di un "involucro vuoto, con grande carenza di organico e dotazioni".

"La riforma - hanno spiegato Nicoletta Baldacci (Rsu Cgil) e Laura Ruberti (Rsu Cisl) - che doveva razionalizzare e rendere più efficiente il servizio, in realtà non è mai stata realizzata. Non ci sono stati i trasferimenti previsti di risorse e così ci troviamo non in grado di svolgere il nostro lavoro, compiti di tutela che interessano cittadini ed imprese oneste". Tagli con il nuovo ente che riguardano anche gli emolumenti, perfino passati: "Non ci viene corrisposto a fine 2017 il salario accessorio maturato nel 2016, con il Ministero dell'Economia che dichiara di voler tagliare retroattivamente del 50% il fondo di produttività, decurtando l'Ispettorato di 7 milioni di euro. Cioè in sostanza vogliono indietro dai lavoratori parte del salario accessorio del 2015, soldi che le famiglie si sono spesi". Un paradosso, in un contesto in cui "come pubblici dipendenti dal 2009 non abbiamo il previsto aumento contrattuale, con l'Istat che ha calcolato una riduzione da allora del potere di acquisto dei nostri stipendi del 10%".

Nel dettaglio negli uffici pisani dell'Ispettorato lavorano 36 persone, di cui 12 sono gli ispettori di vigilanza. Negli ultimi anni, proprio mentre la crisi si faceva (e si fa) sentire e si creavano più spazi di illegalità, è calata la capacità di eseguire accertamenti. "I controlli sono andati diminuendo - ha spiegato Marcello Della Queva Rsu Usb - dai 1000 che si facevano 5 anni fa ora siamo sui 570 nel 2017. Siamo 10 operativi, nel 2007 eravamo in 16. Più di 60 controlli in un anno non si riescono a gestire per ogni operatore. Sempre quest'anno abbiamo circa 600 richieste di intervento, sono già più di quelle che possiamo seguire".

Le difficoltà contrattuali comportano disagi operativi: "Ad esempio facciamo le ispezioni con mezzi propri, il rimborso a chilometro è molto inferiore alle tabelle Aci e l'indennità di missione è ferma a 25 anni fa. Si lavora a qualsiasi orario, quando è necessario. Fra tutto, alla fine, ti porta avanti la volontà e lo spirito di servizio. Serve un nuovo contratto integrativo che riconosca il ruolo di ufficiale di polizia giudiziaria e un'indennità di servizio, visto che ci troviamo ad operare in contesti spesso difficili, dove magari devi recuperare anche milioni di euro. Devo dire che c'è poca attenzione su queste problematiche, da tempo. Poi vediamo che con la crisi c'è chi ci guadagna, sfruttando al più basso costo possibile la manodopera. Senza strumenti e dignità del lavoro ne risentono anche le funzioni di lotta al lavoro nero, al caporalato ed allo sfruttamento".

Presente al presidio anche la consigliera regionale 5 Stelle Irene Galletti. “Raccogliamo le richieste dei dipendenti, beffati dall’ennesima riforma a costo zero che li ha transitati al nuovo Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) senza contratto integrativo e senza le risorse per operare sui tanti fronti a loro delegati - ha sottolineato Galletti - presto presenteremo in Regione un atto di indirizzo a sostegno della loro rivendicazione”.

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