Avr: nuova protesta dei lavoratori sui lungarni

Continua la mobilitazione contro i ritardi nei pagamenti degli stipendi. I Cobas: "Situazione complicata, possibili nuove proteste"

Nuova mobilitazione questa mattina, 20 luglio, dei lavoratori di Avr che sono tornati nuovamente a sfilare con i mezzi di pulizia sui lungarni per denunciare ritardi nei pagamenti da parte dell'azienda. Si tratta della seconda protesta, dopo quella andata in scena giovedì scorso.

"La mobilitazione di giovedì - scrivono in Cobas Pisa in una nota - non è stata sufficiente a muovere il denaro per i pagamenti delle buste paga del mese di giugno per i lavoratori della Avr di Pisa e Navacchio. Questa mattina alle 5 si è svolta una nuova assemblea nel magazzino Avr di Ospedaletto, solo per confermare che forse le cose sono più complicate e dobbiamo incontrare l’azienda per avere chiarimenti su cosa sta succedendo. E' indispensabile confermare che la giornata in cui i lavoratori ricevono il bonifico è il 10 di ogni mese come già compare dagli impegni assunti dall'azienda".

"Il problema che ha confermato anche oggi la necessità di questa mobilitazione - prosegue il sindacato - è il mancato pagamento della mensilità e della quattordicesima. Il corteo dei mezzi Avr ha sfilato di nuovo per i lungarni, come lo scorso giovedì, solo che erano molto più numerosi perché i lavoratori sono stanchi di rimandare gli impegni economici a una data ancora non certa. Per questi motivi la mobilitazione operaia e le assemblee sono da ritenersi possibili anche nella prossima settimana. Chiediamo che vengano immediatamente pagati gli stipendi di giugno e le quattordicesime, e che siano effettuati regolarmente i versamenti del Tfr presso il Fondo Tesoreria dell'Inps e le regolari cessioni dei quinti degli stipendi dei lavoratori interessati".

Sulla vicenda interviene la consigliera comunale del Pd, Olivia Picchi: "Le manifestazioni dei lavoratori di Avr - spiega - non possono che essere per noi un campanello di allarme di una situazione che sta diventando drammatica. Si tratta certamente di una situazione di precarietà di fronte alla quale non si può rimanere immobili. L’azienda ha dei servizi in appalto con il Comune e recenti pronunce della Corte di Cassazione hanno gettato luce su elementi 'cruciali' anche inediti, dell'impianto normativo in tema di responsabilità solidale di cui all'art. 29, c. 2 del D.Lgs. 276/2003, in forza del quale, come noto, in caso di appalto d'opere o servizi, il Comune è obbligato in solido con l'appaltatore a corrispondere ai lavoratori occupati nell'esecuzione del contratto d'appalto i trattamenti retributivi e versare i contributi previdenziali, i premi assicurativi nonché le ritenute fiscali calcolate su dette retribuzioni. Pertanto, il gruppo Pd richiede che il Comune versi direttamente all'Inps il Tfr e gli altri contributi non versati al posto del pagamento all'azienda, decurtandoli dai pagamenti dovuti ad Avr".

"La nuova amministrazione pisana a guida Lega - attacca invece Potere al Popolo Pisa - non ha cambiato assolutamente niente sul terreno della gestione di Geofor, se non nel cambio di poltrone. Al fianco dei lavoratori Avr,  si è ipocritamente 'schierato' il deputato leghista Ziello, ringraziando i lavoratori per non aver proclamando scioperi e promettendo di portare il caso all’attenzione del sottosegretario al Lavoro del Governo gialloverde. Ziello dimentica che nel consiglio di amministrazione della Geofor siede ora come vicepresidente un leghista. È Geofor che deve rispondere delle inadempienze delle ditte in appalto, e non il sottosegretario al lavoro del Governo".

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