Misericordia, lavoratori davanti all'Arcivescovado: pignorati i conti dell'Arciconfraternita

Venerdì alcuni dei 34 dipendenti licenziati hanno manifestato ancora una volta il loro dissenso. Dodici di loro hanno citato in giudizio la Misericordia chiedendo la corresponsione del mancato preavviso

Sono tornati nuovamente in piazza i lavoratori della Misericordia di Pisa, dopo la proposta, giudicata inaccettabile dagli stessi sindacati, dei vertici dell'Arciconfraternita. Con le loro divise hanno disegnato una croce davanti all'Arcivescovado.

Dodici dei 34 lavoratori licenziati intanto hanno citato in giudizio la Misericordia: assistititi dal'avvocato Carlo Cavalletti hanno chiesto l'immediata corresponsione del mancato preavviso e del trattamento di fine rapporto che ancora non è stato pagato. Il legale fa sapere che lunedì si terranno le prime udienze, mentre sono già partite le ingiunzioni di pagamento che hanno fatto scattare i primi pignoramenti nei confronti della Confraternita.

"Ciò che ha infastidito maggiormente i lavoratori - ha sottolineato Cavalletti - è il fatto che i soldi da pignorare sono stati individuati e quindi non si comprende la ragione per la quale i vertici della Misericordia non abbiamo voluto evitare il contenzioso giudiziario". I dipendenti hanno anche impugnato i licenziamenti singolarmente chiedendo il reintegro o il risarcimento del danno.

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