Operatori dell'ippica in protesta: "Nessun aiuto dal Governo, fateci riaprire"

Il settore, che conta numerosi addetti nel pisano, chiede di poter ripartire con le competizioni. Appoggiano la mobilitazione l'Ippodromo San Rossore ed il sindaco Conti

Foto da pagina Facebook Michele Conti

Sono scesi in Piazza XX Settembre stamani, 21 maggio, i lavoratori dell'ippica pisana, che in una nota si dicono "economicamente stremati dal lockdown imposto per contrastare il Covid-19". "Queste enormi difficoltà - analizzato gli operatori - si aggiungono a problematiche endemiche del mondo delle corse dei cavalli che stanno rischiando di portare al collasso l'intero settore che, a livello locale, tra trotto e galoppo conta un patrimonio di almeno 1200 cavalli da corsa e almeno 400 addetti tra allenatori, artieri, fantini, guidatori, dipendenti dell'ippodromo di San Rossore, dei centri di allenamento della zona di Vecchiano e San Giuliano Terme, e tutte quelle altre professionalità che ruotano attorno alla filiera ippica, quali veterinari, maniscalchi, commercianti di mangimi e foraggi, trasportatori di cavalli".

Durante il periodo di sospensione delle corse gli addetti all'ippica hanno continuato quotidianamente a lavorare per mantenere la condizione atletica e il benessere dei cavalli, "pur senza nessuna protezione economica o contribuzione da parte dello Stato, che è il nostro committente di lavoro, in quanto sulle corse dei cavalli gestisce le scommesse. Corse ippiche che sono, con il loro montepremi, la fonte di reddito di tutta la filiera". La protesta è quindi rivolta al Governo, reo di "non essere stato ancora stato in grado di darci una data per la ripartenza delle corse. Protestiamo con forza contro questa perdurante presa in giro che rischa di far fallire l'intero settore. Chiediamo lo sblocco immediato delle corse, anche a porte chiuse, nel rispetto di tutto quello necessario per la sicurezza contro il Coronavirus, anche perché le corse ippiche si svolgono in luoghi all'aperto e quindi piu sicure al contagio".

L'Ippodromo di San Rossore appoggia la mobilitazione, al fine di "chiedere con forza la ripartenza delle corse e la fine di ogni rimpallo burocratico-amministrativo", e poi "regole certe, chiare e applicabili per una ripartenza in sicurezza, e in definitiva attenzione e tutela per una filiera che, specialmente nel nostro territorio, ha un impatto in termini economici e di posti di lavoro di grande rilievo".

Il sindaco di Pisa Michele Conti sostiene la richiesta avanzata dagli operatori: "Dall’ultimo Rapporto di Sostenibilità sull’ippica pisana si rileva che da queste attività ricadono sul territorio circa 10 milioni di euro all’anno. La presenza di 500 cavalli a Barbaricina durante l’intero arco dell’anno vuol dire lavoro per molte persone, ma significa anche un forte aiuto all’agricoltura del territorio. Stupisce come, fra le norme rese note dal Governo, non si sia mai fatto cenno a un’attività importante, sotto il profilo sportivo ed economico, come quella ippica. Confido che quanto prima venga consentita l’apertura degli ippodromi, chiediamo questo al Ministro Bellanova che ha la competenza in materia, naturalmente a porte chiuse fino a quando le norme sanitarie lo richiederanno, per consentire anche alle scuderie presenti nel nostro comprensorio di continuare la loro attività agonistica dalla quale deriva il loro sostentamento".

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