Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

La piazza contro il governo Renzi: il nemico è lo Stato

Giornata di protesta e scontri violenti a Pisa: verdura marcia contro la Polizia, cariche degli agenti, feriti. Il premier Renzi non c'è, ma i manifestanti lo cercano: "Paghiamo sulla nostra pelle le tue politiche"

Da un lato la cerimonia del progresso, dall'altro il sangue sull'asfalto. Questo 29 aprile 2016, seppure passerà agli archivi come una delle tante puntate di 'normale' contestazione ad un governo non gradito da una parte della popolazione (da capire quanto effettivamente grande), mostra invece quanto siano cresciute le tensioni sociali negli ultimi mesi in città. Sempre più profonda appare la frattura fra istituzioni e cittadini, politica e paese reale.

Mentre al Cnr, centro di ricerca d'eccellenza pisano e nazionale, si festeggiava il trentesimo anniversario della prima connessione ad internet dall'Italia, un corteo di oltre 600 persone attraversava strade e piazze diretto proprio nel luogo in cui Matteo Renzi aveva annunciato la sua presenza, smentita poi il giorno prima per la necessità di una visita istituzionale, nonostante un tweet sibillino del premier sempre del 28 aprile che recitava "con Riccardo Luna a parlare di #InternetDay domani da Pisa e in altri mille luoghi di Italia".

LA DIRETTA DELLA PROTESTA

"Governo ladro, restituiscici i nostri soldi!" hanno gridato gli attivisti dell'associazione Vittime del Salva-banche, la misura del governo che ha salvato dal fallimento istituti come la Banca Etruria, ma ha anche messo in enorme difficolta decine di migliaia di risparmiatori-investitori. La dimensione della protesta è però specialmente locale, con i movimenti per la casa, i quartieri popolari, i lavoratori in sciopero: "Rimanete chiusi nelle vostre stanze - recita uno dei tanti interventi al microfono del camioncino - e dite che i problemi si stanno risolvendo, ma qua c'è disoccupazione e sfratti, viviamo sulla pelle le vostre riforme, ci state togliendo tutto".

Si susseguono richiami a non votare Pd, alla corruzione dei politici, alla distanza percepita fra le grandi manovre finanziarie e la realtà quotidiana dei cittadini. "Parlate di sviluppo e innovazione, ma sviluppo per chi? Sicuramente non per noi, che viviamo in case popolari fatiscenti senza arrivare alla fine del mese". E poi contro la Polizia, prima invitata a farsi da parte, a perseguire i veri malviventi, poi insultata dopo gli scontri. Prima della violenza: "Fateci passare, se ci fosse Mussolini lavorereste per lui, la gente è qua perché soffre".

Lavoro e lotta al precariato, assistenza sociale, diritto allo studio. La piazza ha i suoi motivi e davanti si trova i cordoni di Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa, agli occhi dei manifestanti l'unica risposta, senza voce, di uno Stato lontano dai loro problemi. La sentenza più dura la dà lo stesso Renzi, che commenta così i disordini: "Mi dispiace per gli scontri. Sono francamente incomprensibili".

Poi screzi, lancio di ortaggi contro gli agenti, le cariche e le botte. Contusi e feriti da entrambe le parti, due manifestanti feriti alla testa con fuoriuscita di sangue e due fermati, poi rilasciati. In 4 della Polizia hanno avuto bisogno di cure. Due i momenti più violenti, prima davanti la cancellata del Cnr intorno alle 11, poi sul prato della rotatoria pochi metri più indietro, 20 minuti dopo. Lo scontro, atteso, c'è stato. Lo Stato, invece, sembra rimanere sullo sfondo.

IL VIDEO DEGLI SCONTRI

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La piazza contro il governo Renzi: il nemico è lo Stato

PisaToday è in caricamento