Irruzione al concerto di Capossela, gli studenti: "Vogliamo più voce in capitolo"

Il Collettivo Universitario Autonomo: "Veniamo sempre considerati un problema da gestire, e mai come una parte della città che ha diritto a mettere bocca su come si organizza la propria vita"

Il cordone di forze dell'ordine a protezione del concerto di Edoardo Bennato di mercoledì sera. Foto dalla pagina Facebook Exploit Pisa

"Vogliamo un modello di città che sia costruito sulle esigenze di tutti, e non un modello di città che esclude". Il Collettivo Universitario Autonomo interviene sui fatti avvenuti lunedì sera in piazza dei Cavalieri quando un centinaio di studenti e antagonisti hanno fatto irruzione nella piazza interrompendo il concerto di Vinicio Capossela.

"Quell’azione - spiegano dal collettivo studentesco - ha sollevato un problema, ed è quello che volevamo. A Pisa abitano decine di migliaia di studenti che costituiscono un elemento fondamentale dell’economia di questa città: tra gli affitti, le tasse universitarie, le spese portiamo in città un flusso di denaro enorme e costante. E la città attinge a piene mani dalle nostre tasche. Tanto che la maggior parte di noi è costretta a lavorare, sottraendo il tempo allo studio e allungando il tempo che ci serve a costruirci la nostra indipendenza".

In questo contesto gli studenti chiedono di "avere più voce in capitolo. Perché è importante anche discutere di come e per chi viene organizzata la città, i suoi spazi, anche le sue piazze. È una scelta politica. In questo contesto la decisione di organizzare la rassegna Numeri Primi, in Piazza dei Cavalieri, con i biglietti a un prezzo alto e una piazza pubblica chiusa non uno ma dieci giorni di fila, è una scelta che esclude una parte della popolazione che vive questa città e che vive quella piazza".

"Il problema - proseguono gli studenti - non è l’evento singolo: è una scelta politica che fa parte di un meccanismo più ampio. Per noi è in continuità con le ordinanze, proprie già della precedente amministrazione, che vietano di sedersi sugli scalini o di suonare uno strumento per strada, con la scelta di innaffiare la piazza con le idropulitrici per non farci stare lì, sprecando metri cubi di acqua pur di non farci passare una serata in un posto che non sia un bar. Veniamo sempre considerati un problema da gestire, e mai come una parte della città che ha diritto a mettere bocca su come si organizza la propria vita, dove si trascorre il proprio tempo libero". 

Con l’azione di lunedì gli studenti intendevano insomma "aprire questo tipo di dibattito. Chi decide sulle nostre vite, su quelle di tutti? Vogliamo un modello di città che sia costruito sulle esigenze di tutti, e non un modello di città che esclude. È questo che contestiamo: non Vinicio Capossela e nemmeno il costo eccessivo di un biglietto. Sarebbe semplificazione. Abbiamo contestato, e contestiamo, una gestione della città in mano ai soliti interessi, quelli di chi sta facendo da anni soldi sulle nostre spalle e ne vuole fare ancora di più, trattandoci come pedine in una scacchiera di città, da muovere come vuole, come se fossimo rifiuti ingombranti e anche un po’ molesti. Una città che mandiamo avanti noi ma in cui non contiamo niente".

"Bene - concludono gli studenti - da qua è una promessa: dalla gestione delle piazze all’'offerta culturale', agli affitti delle case, alle tasse universitarie, alle condizioni di lavoro. a queste condizioni non ci stiamo, ci stiamo organizzando per contare di più. Se pensavano di non fare i conti con noi, comincino a farli".

A solidarizzare con l'azione degli studenti è Potere al Popolo Pisa. "Squadristi, violenti, prepotenti, ubriachi, scrocconi, comunisti' - scrive in una nota - questi ed altri gli epiteti usati dagli esponenti di questa vergognosa canea bipartisan contro gli studenti, per difendere politiche di privatizzazione e svalorizzazione della cultura che anche a Pisa hanno ridotto la proposta spettacolistica a pura fruizione mercificata. Potere al Popolo Pisa sarà al fianco delle mobilitazioni degli studenti contro la mercificazione della cultura e della città".

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