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L'azione studentesca prosegue

Gli studenti rilanciano la mobilitazione "contro la repressione": sabato nuovo corteo

In una partecipata assemblea cittadina, il Coordinamento degli studenti medi pisani ha invitato a una riflessione sul dibattito politico che si è aperto dopo i fatti del 23 febbraio, proponendo alle realtà politiche presenti di condividere attività e istanze

Il Coordinamento degli studenti medi pisani ha convocato un'assemblea cittadina, ospitata giovedì 29 febbraio presso il Teatro Nuovo dopo la scuola, per discutere di come continuare a far sentire la propria voce dopo i gravi eventi accaduti venerdì 23 febbraio in città, quando, durante una pacifica manifestazione volta a denunciare gli ormai 30mila morti in Palestina per mano delle forze dell'esercito israeliane, le forze dell'ordine hanno caricato gli studenti per disperdere il corteo, utilizzando con violenza i manganelli. E' accaduto in via San Frediano, davanti al liceo Russoli, per impedire ai manifestanti di raggiungere la Scuola Normale Superiore in Piazza dei Cavalieri.

'Insieme contro la repressione', è il tema su cui ha fatto perno l'intera discussione che ha animato tutto il pomeriggio. Sono stati proprio gli studenti medi ad aprire gli interventi, ribadendo i motivi per cui erano scesi in piazza a manifestare il 23 febbraio: non solo per la giornata di 'Sciopero per la Palestina', ma anche contro un sistema scolastico che toglie spazi e tempi alla riflessione critica e all'educazione civica, "incentivando performatività anche attraverso riforme come il decreto Valditara e l'alternanza scuola-lavoro".

In merito ai numerosi commenti che le vicende di quel giorno hanno suscitato nel dibattito politico e nell'opinione pubblica, puntualizzano: "Ci è stato detto di tutto, che siamo una generazione inetta, disinformata, menefreghista. Noi stiamo combattendo contro questi atteggiamenti e contro l'infantilizzazione delle nostre azioni, per questo abbiamo deciso di lanciare una serie di eventi aperti alla cittadinanza adibiti alla formazione accurata delle cause storiche e politiche per cui adesso ci troviamo in questa situazione". Oltre alla formazione, l'azione, con un nuovo corteo fissato per sabato 2 marzo alle 14 da Piazza Vittorio Emanuele II, con oggetto della protesta la causa palestinese e la libertà di esprimere dissenso.

Il dibattito

Si è poi aperto il confronto con i presenti all'assemblea, con la lettura ad alta voce di una lettera di scuse ai ragazzi scritta da una docente del Russoli, alla quale Anpi Pisa e Cobas Scuola hanno risposto puntualizzando come prevalga un sentimento di gratitudine nei confronti degli studenti, più che di scuse. Dopo i primi interventi, in cui sono arrivate parole di solidarietà nei confronti degli studenti colpiti sia personalmente che come comunità dai fatti di venerdì scorso, loro stessi hanno precisato come tali avvenimenti "non possono essere liquidati come un episodio perché si stanno ripetendo, seppure con una minore eco mediatica, da settimane, generando una vera e propria repressione nei confronti di chi parla a favore della Palestina".

L'obiettivo principale dell'assemblea non è stato unicamente quello di riflettere su ciò che è successo e su come è stato accolto dalla politica e dall'opinione pubblica: "Se siamo qui con voi oggi è perché vorremmo condividere le nostre proposte e ascoltare le vostre, per far sì che il 23 febbraio sia un nuovo punto di inizio della nostra lotta, che insieme a voi può diventare più forte", ha affermato a metà assemblea una studentessa 17enne, presentando in primis le proposte degli studenti che saranno formalizzate tramite la creazione di un documento contenente le istanze che i collettivi studenteschi continueranno a portare avanti in seguito alle manganellate del 23 febbraio, con l'auspicio di vederlo firmato da parte delle realtà presenti in assemblea.

Il documento conterrà i seguenti punti: la definizione di momenti di formazione collettiva sulla questione palestinese; l'allontanamento del questore Sebastiano Salvo dalla Questura di Pisa; le dimissioni del personale dirigente e dei poliziotti in piazza venerdì 23 febbraio; le dimissioni dell'onorevole Ziello che, proprio poche ore prima dell'assemblea, aveva ribadito alla Camera, allacciandosi alle parole del Presidente della Repubblica, che "i manganelli con i ragazzi esprimono un fallimento, quello dei genitori e dei docenti che non hanno educato gli studenti". Ulteriore richiesta contenuta nel documento sarà quella di dotare le forze dell'ordine di bodycam da applicare sulla divisa insieme ai codici identificativi.

Gli interventi successivi alla comunicazione di questa iniziativa hanno, per lo più, risposto 'presente' alla richiesta di sottoscrizione del documento che sarà redatto dagli studenti: lo farà convintamente il gruppo consiliare Una città in Comune, così come l'associazione Casa della Donna Pisa. Darà il proprio appoggio agli studenti anche il Pd pisano: "Da parte nostra avrete carta bianca - ha affermato il consigliere comunale Enrico Bruni, tra alcune contestazioni da parte del pubblico per il fatto che il Pd non abbia preso posizioni anti-Israele - noi saremo al vostro fianco per tutelare la vostra lotta autonoma". Le stesse intenzioni sono anche quelle espresse dalla rete 'No Guerra' e dall'associazione politico-culturale La Rossa.

Una vicinanza che supera la - seppur importante - solidarietà ricevuta dagli studenti da più parti e dall'ascolto ricevuto, non ultimo, dal sindaco Conti, sia in un incontro tenutosi al 'Russoli' giovedì mattina che, ancor prima, in Terza commissione consiliare mercoledì pomeriggio. A tal proposito, gli studenti hanno commentato: "Siamo rimasti amareggiati da come alcuni nostri coetanei del collettivo 'Azione studentesca' abbiano sposato la narrazione accusatoria e mistificata che alcuni consiglieri della maggioranza comunale pisana stanno portando avanti. Ci rincuora la vicinanza dimostrata dalle istituzioni e dall'ascolto prestatoci, che però ci auguriamo rimarrà persistente e non di circostanza".

Le iniziative dei prossimi giorni

Oltre al corteo di sabato 2 marzo, deciso in seguito a una prima assemblea cittadina che aveva già portato tante persone a confrontarsi con la componente studentesca al Polo Carmignani martedì 27 febbraio, anche altre realtà associative e politiche partecipanti al dibattito di giovedì hanno reso note le proprie iniziative per proseguire la protesta in condivisione e in continuità con le istanze degli studenti. Anpi Pisa ha comunicato di aver promosso con Cgil e Arci una manifestazione nazionale previsto per il 9 marzo a Roma, mentre il collettivo universitario comunista Cambiare Rotta propone una nuova assemblea telematica lunedì 4 marzo e l'associazione universitaria Sinistra Per ha chiesto la convocazione di un Senato accademico accordato per giovedì 14 marzo.

Prevista per venerdì 1 marzo una nuova assemblea promossa da Potere al Popolo insieme agli studenti per chiedere le dimissioni dei dirigenti che hanno gestito la piazza il 23 febbraio insieme a quelle del questore e per ottenere l'applicazione di codici identificativi sulle divise delle forze dell'ordine. Sempre nella stessa giornata, alle ore 18, in largo Ciro Menotti si terrà un presidio organizzato dalle reti pacifiste cittadine. Solo mezz'ora dopo, alle ore 18.30, si svolgerà inoltre un incontro aperto al pubblico in cui il team di tre avvocati che si sono messi a disposizione delle famiglie intenzionate a intraprendere azioni legali in seguito agli eventi di piazza del 23 febbraio, definiranno le questioni legali implicate nelle azioni documentate dai video ormai noti. L'incontro si terrà presso il Circolo Arci 'Alhambra' di Via Fermi.

Non una di meno Pisa ha infine colto l'occasione per rilanciare lo sciopero transfemminista dell'8 marzo nella Giornata Internazionale della Donna, mentre un docente del liceo scientifico Dini ha comunicato che per sabato 23 marzo è prevista una sospensione didattica per dare spazio a un lungo momento di discussione di temi culturali, storici e politici. La proposta è stata accolta con favore dagli studenti e inserita nelle istanze che saranno formalizzate nel documento, chiedendo di allargare questo momento di riflessione a tutti gli istituti superiori cittadini.

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