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Energie rinnovabili: protocollo d'intesa per dire no all'amianto

La Provincia di Pisa e Legambiente hanno sottoscritto un protocollo teso alla sostituzione di 200 tetti di amianto con altrettanti tetti dotati di impianti fotovoltaici

Dire addio all’amianto nel territorio pisano si può. La Provincia di Pisa e Legambiente hanno stipulato il protocollo d’intesa "Pisa, Provincia Eternit Free" alla presenza del responsabile della società AzzeroCO2 Sandro Scollato e del presidente del circolo Legambiente di Pisa Marco Ricci. Il protocollo è finalizzato alla sostituzione di circa 200 tetti di fabbricati civili, industriali, agricoli e di alcuni edifici sedi di scuole superiori con tetti dotati di pannelli fotovoltaici capaci di produrre una potenza pari a circa 20 Mw. “Grazie poi all’effetto volano del passaparola e dell’esempio - ha detto il presidente del circolo Legambiente di Pisa Marco Ricci - anche i proprietari di edifici che non hanno il tetto in amianto possono essere invogliati a passare al fotovoltaico”.

Per sostituire l’amianto con il fotovoltaico è possibile usufruire dei contributi specifici e degli incentivi economici del decreto in vigore dal primo gennaio 2011. “Si può finanziare il progetto autonomamente o cedere il diritto di superficie sul tetto di cui si cambierà la copertura ad un finanziatore che, in cambio dei lavori, godrà del Conto energia previsto dalla normativa, oppure il proprietario del tetto potrà trovare il finanziamento aderendo ai gruppi di acquisto” ha spiegato il direttore regionale di Legambiente Fausto Ferruzza.

Per l'assessore provinciale con delega all’ambiente e alle politiche energetiche Valter Picchi “usufruire degli incentivi del decreto ministeriale è una valida occasione per attivare nella nostra provincia un programma capace di coniugare la promozione delle fonti rinnovabili e la bonifica dell'amianto, riuscendo anche ad ottenere una riduzione della bolletta energetica del territorio”.


La provincia ed i comuni si impegnano a concedere autorizzazioni in tempi celeri per gli impianti proposti dalle imprese stesse, mentre le associazioni di categoria dovranno supportare l'iniziativa attraverso il coinvolgimento dei propri soci.

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