Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Manifestazioni contro la Lega e per la casa: "Notificati i primi due daspo"

Il comitato No Daspo di Piazza rilancia la mobilitazione contro i provvedimenti della Questura. "Non saranno le denunce o le diffide a far placare chi lotta e chi si ribella" affermano

Sono stati convalidati nei giorni scorsi due degli otto daspo inflitti ai manifestanti che hanno partecipato alla manifestazione contro la Lega Nord dello scorso 14 novembre. Per quella manifestazione furono emanati sei provvedimenti, mentre gli altri due per la manifestazione del 13 novembre durante una protesta contro l'emergenza abitativa. A renderlo noto il comitato No Daspo di Piazza.

"Questi provvedimenti, che vietano l'accesso ad ogni tipo di manifestazione sportiva, sono stati emanati per cause che niente hanno a che fare con lo sport e quindi sono una vera e propria privazione e negazione della libertà personale - affermano dal comitato - l'accanimento della Questura pisana nei confronti degli otto colpiti da daspo non conosce limite: la convalida di questi due daspo arrivano proprio allo scadere dei 90 giorni, termine legale per la notifica delle ingiunzioni. Ci sembra come se la questura si diverta a prendersi gioco di chi scende in piazza accusandoli di commettere il reato di istigazione a delinquere (magari per aver parlato al megafono) e sostenere comportamenti antisociali (è antisociale protestare in mezzo a centinaia di persone?)".

"Per questi assurdi motivi i due colpiti da daspo non potranno accedere all'Arena Garibaldi ed a tutte le manifestazioni sportive di calcio in Italia e all'estero per la durata di ben due anni! Per non parlare della limitazione di accesso a molte strade della città, prima, dopo e durante le partite, compreso stazioni ferroviarie e quartieri limitrofi" aggiungono al comitato, annunciando l'intenzione di proseguire la battaglia contro i provvedimenti.

"Adesso che i primi daspo sono stati convalidati, la lotta a questa assurda legge necessita di amplificarsi - dicono - se i governi e le questure locali credono di intimidire chi protesta, chi sciopera e chi resiste per non essere buttato fuori di casa negando la libertà personale si sbaglia di grosso. Non saranno le denunce o le diffide a far placare chi lotta e chi si ribella. La città di Pisa, dove per ora sono stati emanati questi nuovi provvedimenti, ha già iniziato a rispondere: centinaia di firme raccolte allo stadio, nei quartieri e al mercato; iniziative pubbliche e raccolta di fondi per sostenere le spese legali sono state un successo. Adesso però è quanto mai importante dare un segnale ancora più forte con altre iniziative che verranno messe in campo".

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