Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Ambiente, pulito il 'Sentiero dei Tre Pini': le associazioni chiedono più attenzione alle amministrazioni

Gli attivisti di Legambiente, WWF e Ippoasi hanno raccolto i rifiuti nell'area a San Piero a Grado e chiedono agli enti territoriali un maggiore impegno nella valorizzazione

Al limite della tenuta di tombolo si trova il 'Sentiero dei Tre Pini', una piccola area tra l'intersezione tra l'abitato di San Piero a Grado e le aree boscate del Parco. Una zona naturale di passaggio dall'urbano al selvatico, che le associazioni ambientaliste hanno cercato di recuperare e valorizzare lo scorso 23 marzo.

I volontari di Legambiente, Ippoasi Fattoria della Pace e WWF Alta Toscana, del servizio civile nazionale ed europeo, hanno trascorso la giornata pulendo il sentiero, nato nel 2010 sull'area dell'ex vivaio forestale Chiuso di Capomadria. Il passaggio è stato poi restaurato nel 2014, durante l'anno dedicato all'accessibilità attraverso la realizzazione di camminamenti rialzati, manufatti e cartelloni didascalici, che però richiedono una continua manutenzione.

Gli ambientalisti hanno sostituito alcune assi del sentiero particolarmente degradate e le hanno liberate dai rovi grazie alla collaborazione degli agenti dell'Ufficio Sicurezza e Decoro e degli operai del Parco. Nelle aree in cui permangono ancora le strutture abbandonate del vivaio sono stati rimossi rifiuti di vario genere, anche ingombranti (3 batterie, 1 frigorifero, bidoni e ruote) e provenienti dall'attività vivaistica (vasi di plastica, ombreggianti, attrezzi). I rifiuti sono stati poi trasportati in discarica dal Comune di Pisa.

Le associazioni sostengono quindi "la necessità di una fruizione consapevole e rispettosa del luogo, per mantenerlo utilizzabile con visite guidate, autorizzate dal Parco, per gli operatori e le realtà che ne faranno richiesta, al fine di preservarne la particolare ricchezza naturale e culturale, in un ottica collaborativa e volta alla promozione di un bene comune".

Fra le criticità riscontrate oltre la fattoria Ippoasi c'è un "grande capannone con il tetto di ethernit, ormai degradato che aspetta che le istituzioni si assumano il proprio dovere". La zona è pregiata in quanto "si trova una piccola aula didattica e i cartelli che indicano l'inizio del sentiero, si passa dal tombolo, con i suoi pini, i lecci e le farnie, alle lame, zone umide ricche di frassini, ontani e cipressi calvi e dove si inerpica la periploca graeca. Si possono ascoltare i canti di molti varietà di specie e imbattersi nei lavori di falegnameria realizzati dai picchi".

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