Riaprono aziende e mercati, ma il colpo all'economia è duro: "Perso il 50% di fatturato"

Confcommercio è felice per la riapertura degli esercizi commerciali, ma le stime parlano di perdite su ricavi e posti di lavoro

E' stata un'attesa lunga 68 giorni per quasi 2mila aziende familiari del commercio su aree pubbliche della provincia di Pisa. A partire da oggi, 18 maggio, riaprono i mercati, insieme a tutte le attività elencate dall'ordinanza della Regione Toscana. "E' una grande notizia per tutti - commentano Franco Palermo e Alessio Giovarruscio, rispettivamente presidente della Fiva Confcommercio Pisa e coordinatore sindacale di Confcommercio - siamo stati sollecitati continuamente da centinaia e centinaia di colleghi che, pur essendo fermi da oltre due mesi, hanno dimostrato una pazienza e uno straordinario senso di responsabilità".

Via libera anche per i generi non alimentari, con Castelfranco di Sotto e Navacchio primi mercati ad aprire. Martedì Marina di Pisa, mercoledì e sabato Pisa. "Siamo già a buon punto con Volterra - dice Palermo - mentre con gli altri comuni ci vedremo nelle prossime ore per pianificare la riapertura completa. I mercati, essendo all'aperto, sono i luoghi più sicuri e grazie alle proposte di Confcommercio i protocolli adottati garantiscono la massima sicurezza per operatori e clienti. Voglio ringraziare tutti i miei colleghi che hanno partecipato alla nostra manifestazione di due settimane fa, e tutti coloro che pur non essendo presenti, hanno manifestato vicinanza e solidarietà ai colleghi, e che ci ha permesso di non essere più invisibili e di toccare con mano il valore e la bontà del lavoro di tutti noi". "I tanti mercati di Pisa e provincia ripartono - aggiunge Giovarruscio - e prevale ovunque la nostra linea, fatta di buon senso nelle misure, organizzazione, e integrità dei mercati".

Il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa, Federico Pieragnoli, sottolinea come tra i bar e i ristoranti riusciranno ad aprire solo un 70% della platea, "o perché i gestori non ritengono ci siano le condizioni per continuare a lavorare, o perché non si è riusciti ancora ad organizzarsi vista la grande confusione di informazioni su quali saranno le nuove modalità". Sono circa 13mila le aziende che potrebbero alzare la saracinesca. "Le conseguenze di questo lockdown rischiano di essere disastrose - analizza Pieragnoli - gli imprenditori stimano un crollo del 55% dei loro fatturati a fine anno, con la conseguenza di una riduzione di personale già da domani mattina ridotta di circa il 40%. Le attività che riapriranno già da domani, si aspettano di fare all'inizio solo il 30% del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per arrivare a fine anno a circa il 50%".

Le regole per il commercio su aree pubbliche

- Assicurasi il distanziamento personale di almeno 1 metro.

- Accessi regolamentati e scaglionati in funzione degli spazi disponibili, differenziando, dove possibile, i percorsi di entrata e di uscita;

- I clienti devono sempre indossare la mascherina, così come i lavoratori in tutte le occasioni di interazione con i clienti;

- Uso dei guanti usa e getta nelle attività di acquisto, soprattutto per acquisto di alimenti e bevande;

- Pulizia e igienizzazione quotidiana delle attrezzature prima dell'avvio delle vendite;

- Prodotti igienizzanti per le mani in ogni banco, a disposizione della clientela;

- Informazioni per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata;

- Viglianza agli accessi;

Prescrizioni per operatori

- Posizionamento di sistemi per la disinfezione delle mani accanto ai sistemi di pagamento;

- Operazioni di scarico e carico: rispettare il distanziamento personale di 1 metro.

Prescrizioni di vendita

- Vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia la merce, toccandola

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- Vendita di beni usati: igienizzazione dei capi di abbigliamento e delle calzature, prima che siano poste in vendita.

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