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Qualità della vita: Pisa 40ª nella classifica del Sole24Ore

Stazionaria la città della Torre, nel 2019 era 41ª. Punto dolente la sicurezza

La tradizionale classifica di fine anno del Sole24Ore sulla qualità della vita nei capoluoghi di provincia italiani, nell'anno del Coronavirus, non può che essere consdierato anche un termometro di come i territori hanno risposto all'emergenza della pandemia. Pisa non si è quasi mossa: nella graduatoria finale è 40ª, una posizione sopra rispetto l'anno scorso, mentre nel 2018 era 54ª. La Toscana in generale conferma nella sostanza i risultati precedenti, salvo Siena, che balza in 11ª posizione dal 35° posto del 2019, e Grosseto 51ª dal 79° posto. Seguono Firenze 27ª, Prato 28ª, Arezzo 35ª, Livorno 44ª, Lucca 65ª, Massa Carrara 73ª, Pistoia 77ª.

Sono 6 le aree tematiche di analisi che fotografano la complessità della vita nelle province italiane: 1. Ricchezza e consumi; 2. Demografia e salute; 3. Affari e lavoro; 4. Ambiente e servizi; 5. Giustizia e sicurezza; 6. Cultura e tempo libero; a loro volta sono presenti 25 indicatori specifici. Tutte le classifiche sono disponibili sulla pagina dedicata del quotidiano

Il risultato di Pisa: stazionario

In generale, come anticipato, Pisa conferma il risultato 2019. Nelle stesse macroaree gli spostamenti non sono marcati. Il più positivo è sempre 'Cultura e tempo libero', con la 17ª posizione 2020 rispetto la 18ª dell'anno scorso. Alto il numero delle palestre ogni 100mila abitanti (0,2, 3ª posizione) e delle biblioteche ogni mille abitanti (5,6, 8ª posizione), aspetti anche direttamente legati alla sua natura di città universitaria, così come il numero di spettacoli ogni mille abitanti (93) che valgono la 17ª piazza a livello nazionale. 

In 'Ambiente e servizi' passo in avanti con la 31ª posizione, meglio della 34ª precedente. Bilancio stazionario che vede fra i 'top' l'indice di trasformazione digitale (21ª posizione) ed i pagamenti online di Pago Pa alle amministrazioni (25ª piazza), a cui fanno da contraltare i risultati negativi su: spesa sociale degli enti locali (0,4 euro procapite, 104ª posizione), e l'approvvigionamento ai fondi europei 2014-2020 sia per l'agenda digitale (94ª) che per l'ambiente e la prevenzione dei rischi (95ª).

In 'Affari e lavoro' praticamente Pisa non si è mossa, 32ª piazza rispetto il 31° posto del 2019. I dati sono omogenei a livello nazionale, Pisa si piazza tuttavia all'11ª posizione per una ridotta percentuale circa il gap occupazionale uomo-donna, 11,4%, 11ª posizione. Si difende poi come numero di start up innovative ogni mille società di capitale (7,5, 28ª), presenza online delle imprese (7,1 ogni mille, 27ª) e tasso di occupazione: 68%, 25ª posizione nazionale. 

Cosa non va

Peggio in 'Ricchezza e consumi', 50° posto rispetto il 43° del 2019. Le posizioni nelle varie voci sono in linea con la posizione generale, denotando da un lato la tendenza al risparmio, con il 48,7% della popolazione che vanta crediti attivi (8ª posiziona nazionale) ed una certa oculatezza nelle spese delle famiglie, con 3.200 euro spesi all'anno per beni durevoli (12ª posizione). D'altro canto è il comparto abitativo a mostrare i principali problemi, legati ancora una volta alla natura universitaria della città. Sul lato finanziario le compravendite immobiliari a Pisa restano in salute: 12ª posizione per nuovi mutui per case e 15ª per prezzo medio di vendita (2.650 euro a metro quadro). Per 'vivere' è più complesso: 93ª posizione per il costo delle locazioni (940 euro al mese per 100 mq in semicentro) e 89ª posizione per spazio medio abitativo (65,1 mq disponibili a famiglia). 

'Demografia e società' fa registrare l'arretramento maggiore, dalla 36ª posizione del 2019 alla 52ª piazza del 2020. Pisa mantiene buoni risultati nel numero di medici di medicina generale (1,1 ogni mille abitanti, 4ª), di pediatri ogni mille abitanti (3,1, 6ª posizione) e nel numero di infermieri ogni 100mila abitanti (442,9, 14ª). Dal punto di vista della salute fa però registrare una bassa classifica per l'elevato uso di farmaci per asma e bronchiti (90ª posizione), per depressione (101ª) e calmanti/sonniferi (80ª). Dal punto di vista anagrafico ci sono molte iscrizioni nel comune, 15,7 ogni mille abitanti (5ª in Italia), ma altrettante restano le cancellazioni, 15, 100ª posizione, segno di un elevato 'turnover'. 

Il fanalino di coda resta 'Giustizia e sicurezza'. Pisa è 96ª, peggio della 93ª posizione del 2019. Le criticità restano le stesse, su tutte la criminalità. La classifica registra le denunce: 4.236 casi totali ogni 100mila abitanti (91ª posizione); 2.360 furti ogni 100mila abitanti (99ª); 499 furti in abitazione ogni 100mila abitanti (103ª); 162 furti in esercizi commerciali ogni 100mila abitanti (92ª); 11 violenze sessuali ogni 100mila abitanti (93ª). Sono poi quasi 8 in un anno i morti e feriti per incidenti stradali ogni mille abitanti (104° posto in Italia). 

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