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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Caos quarantene negli asili nido, lettera dei genitori a Comune e Asl: "Ci sentiamo abbandonati"

I padri e le madri degli iscritti alle strutture educative comunali denunciano le incongruenze nell'applicazione dei protocolli anticontagio

"Non chiediamo la luna. Vorremmo semplicemente che le regole e i protocolli esistenti venissero attuati, senza abbandonarsi a interpretazioni alternative e soluzioni 'facili', che propendono per la strada più semplice". I genitori delle bambine e dei bambini iscritti agli asili nido del territorio pisano sono stanchi: due anni di pandemia hanno fiaccato tutti, considerando anche la burocrazia che ormai circonda l’accesso dei più piccoli alle strutture educative. In buona sostanza la lettera, firmata da decine di madri e padri preoccupati per il percorso dei propri figli e infastiditi da una scarsa propensione all’applicazione coerente delle norme anticontagio, e indirizzata lunedì 31 gennaio ai vertici di Palazzo Gambacorti, agli uffici comunali preposti al servizio di nido e scuola dell’infanzia e ai responsabili dell’Asl locale, contiene una richiesta di ascolto accorata e dettagliata.

"Denunciamo principalmente il mancato rispetto, da parte del Comune, delle specifiche indicazioni ministeriali riguardo alla sospensione del servizio e attivazione della quarantena in seguito alla presenza di un soggetto positivo nella sezione o nel gruppo" si legge nella lettera. "Tale disposizione non prevede nessuna data precisa di inizio della decorrenza del termine di 10 giorni - proseguono i genitori - né per la quarantena né per la sospensione dell’attività educativa. L’Asl, con riferimento alle misure sanitarie, ha sempre computato, e continua oggi, l’inizio della quarantena con decorrenza dall’ultimo contatto con il caso positivo". Una strada che, secondo i firmatari della missiva, dovrebbe essere percorsa anche negli asili nido, ma che invece il Comune non condivide. "L’Ufficio di coordinamento pedagogico, al contrario, dispone la sospensione dei servizi educativi per tutta la sezione di appartenenza del caso positivo, anche per i soggetti che non hanno avuto contatto diretto con il positivo da una data diversa rispetto a quella prevista dall’Asl" denunciano i genitori. "Tale differente decorrenza dei termini comporta che i bambini e le famiglie non possono godere del servizio educativo anche per molto tempo dopo l’uscita dalla quarantena", al quale si aggiunge la beffa di subire danni economici e disagi familiari: turni lavorativi stravolti, ricorso a ulteriori spese per il baby sitting quando i nonni non possono sostituirsi all’asilo nido.

Tra i costi sostenuti dalle famiglie ci sono anche quelli dei tamponi obbligatori per terminare la quarantena dopo dieci giorni e rientrare nella struttura educativa con l’esito negativo: "Anche in questo aspetto non c’è uniformità di norme. Assistiamo a un groviglio burocratico nel quale rimaniamo invischiati noi, i nostri figli, le strutture educative e i medici. Alcuni pediatri prescrivono il test, altri si sono rifiutati perché ritengono sia compito esclusivo dell’Asl. Con il risultato che in tanti casi le famiglie si sono sobbarcate il compito di prenotare e pagare i tamponi. Nella scuola dell’obbligo i test di inizio e fine quarantena vengono effettuati esclusivamente a carico dell’Autorità sanitaria. Perché per gli asili nido e le scuole dell’infanzia vige una prassi differente?".

La lettera indirizzata a Comune e Asl termina con una serie di richieste: la prima va proprio nella direzione di rendere omogeneo il sistema di tracciamento attraverso i test, ascrivendoli alle spese in carico all’Asl. "Chiediamo inoltre che il Comune non scelga più la strada più 'comoda' - incalzano i genitori - che si traduce in 'teniamo chiuse le sezioni per evitare rischi'. Questo tipo di scelta impatta sul percorso educativo di bambine e bambini e sulla vita delle loro famiglie. E' intollerabile che chi non ha avuto alcun contatto stretto con i positivi non possa rientrare all’asilo, aspettando giorni e giorni in attesa che tutto il gruppo o la sezione presenti tamponi con esito negativo. Perciò chiediamo che vengano fatte delle distinzioni tra i contatti stretti di positivi e chi invece non ha avuto relazioni dirette. Perché chi è assente per uno o più giorni dall’asilo non necessariamente lo è a causa del Covid, anche se da due anni a questa parte tutto ruota attorno al virus. C’è ancora vita oltre la pandemia e i nostri figli non possono fare le spese di interpretazioni arbitrarie delle norme e dei regolamenti".

Perché, concludono i genitori nella loro lettera, "il servizio educativo è una parte fondamentale del percorso di crescita di bambine e bambini. Siamo profondamente grati degli sforzi profusi per mantenere aperte le strutture nonostante l’ondata di contagi scaturita dalla variante Omicron. Per noi gli asili nido non sono semplici 'parcheggi' per i nostri figli: sono un punto di riferimento centrale per lo sviluppo della socializzazione, dell’educazione, della convivenza tra pari. E' giusto fare di tutto affinché questo percorso rimanga il più possibile aperto, superando gli ostacoli frapposti dalla pandemia con tempistiche e metodi corretti, senza ricorrere alla chiusura 'sine die' in attesa di momenti migliori".

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