Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Ricerca, i bambini dei Medici? Ricchi e rachitici: la scoperta dell'Università di Pisa

Come dimostra uno studio condotto da un'equipe dell'Ateneo pisano, la vita al chiuso e un allattamento prolungato furono la causa della malattia dei principi fiorentini. I resti dei bambini sono stati riesumati dalle Cappelle Medicee a Firenze

La vita al chiuso nelle bellissime dimore rinascimentali e l’allattamento prolungato condizionarono la buona salute dei bambini di casa Medici. Uno studio condotto sui resti scheletrici di nove piccoli principi fiorentini vissuti tra il XVI e il XVII secolo dimostra che i bambini della potente famiglia di regnanti toscani erano affetti da rachitismo, una patologia causata dalla carenza di vitamina D che provoca l’indebolimento e la deformazione delle ossa. Lo studio è stato condotto da un’equipe di ricercatori dell’Università di Pisa guidati dal professor Gino Fornaciari, direttore della Divisione di Paleopatologia, i cui risultati sono stati pubblicati in un articolo uscito sull’'International Journal of Osteoarchaeology'.

Il rachitismo è considerato una malattia dell’industrializzazione, solitamente associato con condizioni di vita precarie in città sovraffollate, dove l’esposizione al sole era molto limitata. Ma i bambini dei Medici, dai neonati fino ai 5 anni di età, appartenevano a una classe sociale elevata e perciò è stato piuttosto inaspettato scoprire che fossero affetti da questa patologia.

I resti dei bambini sono stati riesumati dalle Cappelle Medicee nella Basilica di San Lorenzo a Firenze; la cripta che conteneva le loro sepolture è stata scoperta nel 2004 attraverso un passaggio sotto un disco di marmo, considerato fino allora un semplice elemento decorativo del pavimento, che in realtà nascondeva l’accesso ad una camera sotterranea sconosciuta.

L’esame sia macroscopico che radiologico delle ossa ha mostrato che sei dei nove bambini presentano segni evidenti di rachitismo, in particolare un incurvamento delle ossa degli arti superiori e inferiori, risultanti rispettivamente dalle attività di gattonamento e deambulazione su ossa estremamente malleabili. Uno dei bambini, Filippo (1577-1582), noto come don Filippino, mostra anche un anomalo allargamento della teca cranica, sempre conseguente al rachitismo.

Ma l’aspetto più sorprendente è che la malattia fosse il risultato dello stile di vita privilegiato in cui furono allevati i bambini.

PERCHE' LA MALATTIA. Il rachitismo si previene facilmente mangiando cibi come uova e formaggio e trascorrendo un po’ di tempo al sole, che stimola la sintesi della vitamina D attraverso la cute. Per indagare l’alimentazione di questi bambini i ricercatori hanno analizzato l’isotopo dell’azoto 15N nel collagene delle ossa, che è un indicatore dell’assunzione di proteine nella dieta attraverso il latte e la carne. Dallo studio paleonutrizionale è emerso che i bambini erano stati allattati fino ai due anni di vita, una pratica tradizionale in epoca rinascimentale. Il latte materno, pur essendo il miglior nutrimento per i neonati, è carente di vitamina D, tanto che oggi se ne raccomanda l’integrazione alimentare. Le fonti storiche suggeriscono che in epoca rinascimentale il latte materno era integrato con pappe preparate con pane e mele; ma i cereali sono molto poveri di vitamina D, mentre la frutta non ne contiene affatto.

Inoltre, nel XVI secolo, era usanza diffusa avvolgere i bambini in pesanti fasce e i piccoli Medici probabilmente dovevano passare gran parte del loro tempo all’ombra dei grandi palazzi e delle lussuose ville di proprietà della famiglia, e dunque non avevano modo di trascorrere molto tempo all’aria aperta e di esporsi alla luce solare come i loro coetanei meno fortunati.

Tra i bambini dei Medici, anche due neonati mostrano segni di rachitismo. I ricercatori ipotizzano che le stesse madri soffrissero di carenza di vitamina D a causa delle loro ripetute gravidanze; ad esempio Eleonora di Toledo (1522-1562), moglie di Cosimo I, mise al mondo ben 11 bambini in 14 anni. Nel Rinascimento l’ideale di bellezza femminile imponeva un incarnato pallido e le donne di alto rango, per distinguersi dalle contadine che si abbronzavano la pelle durante i lavori nei campi, evitavano l’esposizione al sole, usando anche un pesante trucco, per mantenere la pelle bianchissima.

Dunque questi due fattori legati allo stile di vita, ossia l’allattamento prolungato e una vita al chiuso, sono da considerare i responsabili della patologia che afflisse i piccoli principi di casa Medici.

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