Route Nazionale Agesci, gli ambientalisti: "La città delle tende? Troppi danni a San Rossore"

Il gruppo di ambientalisti che sin dall'inizio si è opposto all'organizzazione del raduno scout prosegue la sua battaglia, sottolineando l'alto impatto negativo sull'ambiente naturale. Domenica prossima sopralluogo nella tenuta

La natura non si è accorta di niente? Non per gli ambientalisti che tornano a criticare, dopo le rassicurazioni del presidente del parco di San Rossore Fabrizio Manfredi, il grande raduno scout che si è svolto nei giorni scorsi nella tenuta e che avrebbe avuto notevoli 'effetti collaterali' sull'ambiente naturale.

"Sorprende che questa Dirigenza, sulla base di due poiane in volo durante la grande messa domenicale e della occasionale presenza di qualche daino incuriosito o 'affamato' - affermano Fabio Garbari, Alessandro Spinelli e Mauro Nozzolini - possa dire che la natura di San Rossore non 'si è accorta di nulla': non si riesce a capire come tali affermazioni, ascientifiche e superficiali, possano essere state espresse da persone con un ruolo tecnico specifico, dimenticando l’incontrovertibile impatto che oltre trentamila persone e diecimila tende e decine di giorni di lavori preparatori hanno avuto con il terreno, con la vegetazione e le sue componenti floristiche, con le decine di nidi di gruccioni e di conigli presenti, con la già richiamata popolazione di Lycosa e con la microfauna del sito, che nell’insieme rappresentano un biòtopo unico nel Parco. Aggiungiamo che in un libretto distribuito a tutti i partecipanti, un decalogo dettato dal direttore e dal presidente del Parco consigliava norme di comportamento, tra le quali il parlare a bassa voce per non disturbare gli animali. Risibile (e ipocrita) invito - proseguono gli ambientalisti - sapendo dal programma che sarebbero stati organizzati almeno due grandi concerti notturni che, come è possibile verificare in rete, sono andati ben oltre i decibel consentiti, in deroga alle norme previste dal Regolamento del Parco".

"Al di là dei danni ambientali, emerge una forte preoccupazione derivante dalle dichiarazioni pubbliche più volte espresse dai dirigenti, dagli amministratori e dai politici sul proscenio della Route - proseguono - secondo le quali San Rossore sarebbe il luogo ideale per ulteriori manifestazioni di massa, trasformando di fatto un’Area protetta in un parco pubblico, cancellando le finalità per le quali il Parco naturale regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli è stato istituito".



E domenica prossima 24 agosto (ore 9,30 alla chiesa di San Rossore) gli ambientalisti effettueranno un sopralluogo nella porzione di tenuta interessata dalla 'città delle tende'. Già ora però con una serie di fotografie indicano i molti particolari per così dire 'fuori posto'.

"Nella zona occupata dal sotto campo n°5 (tra la chiesa e le piste di allenamento) - affermano - appaiono evidenti i danni provocati dalla falciatura, dal calpestio e dal transito di mezzi a motore di grosse dimensioni. Il giuncheto nonostante le assicurazioni date in più occasioni non è stato risparmiato. Della copertura vegetale della zona prospicente il vecchio campo sportivo trasformato in deposito mezzi e materiali praticamente non si è salvato niente. Gran parte della superficie sembra essere desertificata. In questa zona erano presenti svariati nidi di gruccione alcuni dei quali addirittura censiti dal parco che aveva evitato in un primo momento che la vegetazione presente nelle immediate vicinanze venisse falciata. Di tutti questi nidi oggi non si rileva nessuna traccia. Il continuo calpestio e il passaggio di mezzi non ha risparmiato le tane dei conigli selvatici che sono state ricoperte dalla sabbia".

"A Cascine Nuove - proseguono gli ambientalisti - la situazione è ancora, se possibile, più drammatica. La distruzione del manto vegetale ha trasformato questa parte dei cotoni in un deserto sabbioso. Anche in questa zona erano presenti sia tane di coniglio che nidi di gruccione che adesso sono scomparsi e non certo, come qualcuno ha affermato, a causa della naturale predazione delle volpi". Inoltre gli ambientalisti puntano il dito anche contro i danni subiti da una estesa e fitta copertura di licheni.

Insomma le rassicurazioni di autorità ed Ente Parco non convincono. Per il gruppo di ambientalisti e intellettuali che sin dall'inizio si sono opposti alla Route Nazionale Agesci i danni ci sono stati. E il pensiero che il parco possa venire un giorno utilizzato per eventi simili fa rabbrividire il 'fronte del no'.

 

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