Cronaca Centro Storico

Pisa 'città insicura', Pd e Confcommercio chiedono un cambio di passo

Se il Partito Democratico attacca l'azione della Giunta Conti, Confcommercio sottolinea le difficoltà vissute dagli esercenti nel contesto cittadino

"Risse, accoltellamenti e violenze sono sempre più frequenti in una Pisa dove manca del tutto il presidio sociale e politico di questa amministrazione. Siamo giunti al punto in cui un 17enne a Pisa non possa camminare senza il rischio di essere accoltellato in pieno centro: questo è inaccettabile" Ad intervenire dopo l'episodio di martedì pomeriggio è il capogruppo del Pd Matteo Trapani. "Pisa - attacca Trapani - è stata illusa facendole credere che sarebbe bastato dello spray al peperoncino o qualche manganello in giro per risolvere il problema della sicurezza. La Polizia municipale però, che non ha tra le proprie funzioni in senso stretto quella della pubblica sicurezza, evidentemente non può essere preparata a un tale servizio, non può che essere in affanno e i servizi che deve svolgere di controllo del territorio e azione amministrativa finiscono per essere ridotti al lumicino per quella che non è altro che una campagna di visibilità della Giunta. Il loro lavoro invece è importante e crediamo che l'impegno non possa essere reso difficile per l'inadeguatezza delle scelte politiche della Giunta. Non si risolve la situazione con gli slogan leghisti, o con le tante promesse elettorali, o con ordinanze ridicole come l’ultima che impone il divieto di asporto dopo le 17.00: la sicurezza è una cosa seria e non può essere improvvisata".
"Serve un modello di sicurezza urbano integrato e non di mera repressione - prosegue Trapani - non servono slogan ma presidi sociali, culturali e commerciali e un vero coordinamento e dialogo con le istituzioni che operano sul territorio in tale ambito. Servono riqualificazione urbana, illuminazione e riorganizzazione di parchi e piazze, vera attenzione ai quartieri e grande impegno, cose che invece in questa consiliatura sono totalmente assenti. Serve un cambio di passo e di mentalità, serve coraggio per superare gli le scelte di facciata e provare con forza e costanza a ridisegnare Pisa".

Il sindaco: "Episodio grave"
 

Sul caso interviene anche Confcommercio Pisa. “Situazione fuori controllo, se accadono questi episodi gravissimi vuol dire che chi ha gestito la sicurezza in città ha fallito” sottolineano il presidente e il direttore Stefano Maestri Accesi e Federico Pieragnoli.
“Stiamo parlando di una aggressione avvenuto in centro, in pieno pomeriggio. Tutto questo è semplicemente allarmante, e basta vivere ogni giorno la città per capire che la situazione è oggettivamente grave. La stazione, piazza Vittorio Emanuele, strade e vicoli del centro, l'area di Borgo, Vettovaglie, ovunque assistiamo a spaccio diffuso e incontrollato, episodi di violenza, aggressioni, danneggiamenti, furti - proseguono i due rappresentanti dell'associazione di categoria - il virus è la clamorosa mancanza di sicurezza, in un momento delicatissimo, in cui le imprese provano a rialzare la testa, dopo 16 mesi di Covid, e adesso che i cittadini tornano a vivere la città, e si affacciano anche i primi turisti, sprofondiamo nel baratro dell'insicurezza. A queste condizioni, parlare di ripartenza è assolutamente utopico, per una città che dovrebbe fare del turismo e dell'accoglienza il suo migliore biglietto da visita”.

“Chi ha per mandato costituzionale la responsabilità e il controllo del territorio, che cosa fa per evitare questa deriva che sembra inarrestabile?” si domandano perplessi presidente e direttore di Confcommercio, che rilanciano: “Sono le forze dell'ordine che debbono risolvere il problema e siamo stanchi di vedere locali e attività commerciali, non solo essere additate alla pubblica opinione ma addirittura gravate di continui pesi, limiti, prescrizioni, oneri, adempimenti proprio da coloro che non sono in grado di mantenere sicura e vivibile la città”.

“La sicurezza è un diritto di cittadini e imprese - ricordano infine Maestri Accesi e Pieragnoli - e forse è un dato tutt'altro che trascurabile quello che riporta l'ultimo rapporto della Regione sui fenomeni di criminalità quando definisce la Toscana come un vero laboratorio criminale per le organizzazioni di origine straniera, dedite soprattutto a spaccio e prostituzione. Inutile negare che Pisa recita da anni purtroppo un ruolo da protagonista in questo contesto, e l'emergenza si è ormai cronicizzata. Se pensiamo che il 64% dei denunciati per narcotraffico in Toscana è di nazionalità straniera, in particolare marocchini, tunisini, albanesi, nigeriani, a fronte del 40% della media nazionale, ci rendiamo immediatamente conto della situazione esplosiva che cittadini e imprenditori si trovano a vivere ogni giorno. E quel che è peggio, senza nessuna prospettiva di miglioramento”.

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