Cronaca

Ragazzo salta dall'aereo, il racconto: "Un boato e le urla dei passeggeri"

Il racconto esclusivo a Pisa Today di una ragazza che si trovava a bordo dell'aereo, da dove si è lanciato il 20enne. Momenti di grande panico tra i 150 passeggeri del volo Pisa-Trapani

Una domenica di "ordinaria follia" all'aeroporto Galilei, più precisamente nel volo Pisa-Trapani delle 9 del mattino, dove un giovane 20enne si è lanciato dall'aereo in fase di decollo, dopo aver aperto il portellone di sicurezza per un presunto attacco di panico incontrollabile. A raccontare meglio l'accaduto in esclusiva per Pisa Today è D.F, una ragazza di 24 anni che si trovava a bordo del velivolo.

"L'aereo aveva cominciato a fare le sue manovre e si dirigeva verso la pista per il decollo - racconta D.F - quando si è fermato per circa un minuto. All'improvviso ho sentito un forte boato e le grida dei passeggeri spaventati. Mi sono girata per capire cosa stesse succedendo e ho visto il portellone completamente spalancato. Subito dopo il rimbombo dei passi su un materiale metallico: era il ragazzo che correva sull'ala dell'aereo per lanciarsi giù in pista".

"Nella confusione non abbiamo capito cosa fosse successo di preciso, anzi ho temuto il peggio - spiega la ragazza - Un altro giovane, che poi si è scoperto essere il fratello, è andato di corsa verso la cabina pilotaggio per assicurarsi che tutti fossero messi al corrente dell'accaduto. Le hostess hanno subito preso in mano la situazione, mantenendo la calma e rassicurandoci: una di loro si è messa davanti al portellone e le altre ci tenevano costantemente aggiornati. Ci hanno poi spostato in un'altra zona più appartata, ma non nell'hangar come hanno scritto oggi su Repubblica".

D.F racconta che dai piccoli finestrini si poteva vedere il ragazzo che correva senza meta verso le piste, poi è stato preso dalle forze dell'ordine e, nonostante opponesse resistenza, fatto salire sull'auto della polizia. Il fratello invece, preoccupato e imbarazzato allo stesso tempo,  è rimasto per un po' nei primi posti con uno steward, fino a quando non è sceso scortato dalla polizia,  per fare più chiarezza sull'accaduto.

"Non avevamo capito che il ragazzo stesse male - io ero un paio di file avanti - e ho sentito solo l'hostess che chiedeva di fare un cambio posto, ma non mi sono allarmata perchè sono procedure normali (molto spesso il personale di bordo avvisa che chi viaggia nella fila del portellone di sicurezza deve stare più attento, in caso succeda qualcosa di brutto e che se non se la sente può cambiare il posto)"

"Devo dire con assoluta sincerità - continua a raccontare la ragazza - che la situazione è stata gestita in modo molto professionale da tutto lo staff Ryanair presente. In genere se ne sentono di tutti i colori, ma questa volta non possiamo proprio lamentarci - Eravamo più di 150 persone, tra cui molti anziani che si spaventano facilmente, e non deve essere stato facile rassicurarci tutti".

"Dopo il boato sono arrivati il secondo pilota, il comandante ed è salito anche un ingegnere per vedere in che condizioni fosse il portellone, e se si fosse danneggiato. Dopo che sono stati fatti tutti gli accertamenti le hostess ci hanno detto che eravamo pronti a ripartire e l'aereo era in sicurezza. Le valigie dei due fratelli sono state portate giù e controllati anche tutti gli altri bagagli per scongiurare altri pericoli. Solo un altro ragazzo, turbato dalla vicenda, non se l'è sentita di volare e ha chiesto di scendere dall'aereo".

La domanda più gettonata rimane però sempre la stessa: Come ha fatto un ragazzo ad aprire così facilmente il portellone  di un aereo, per giunta già in movimento? D.F ci spiega che anche molti passeggeri spaventati hanno posto lo stesso quesito al personale Ryanair: "Le hostess ci hanno spiegato che i portelloni non sono chiusi ermeticamente prima del volo per motivi di sicurezza, come un possibile incendio. Vengono chiusi appena l'aereo parte, e comunque ad alta quota non sarebbe possibili aprirli per via della pressione".

La vicenda si è conclusa nel migliore dei modi: solo tanto spavento e un'ora e mezza di ritardo. Il ragazzo si trova ora in ospedale con un piede rotto, dato che si è lanciato da un'altezza di oltre 3 metri. Appena starà meglio dovrà rispondere ancora a tante domande. Gli altri passeggeri, nonostante i momenti di panico, si sono preoccupati molto per la salute del 20enne, cercando di capire le motivazioni che lo hanno spinto a compiere un gesto simile.

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