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Rapinatore ucciso dal gioielliere: inquirenti al lavoro per ricostruire l'accaduto

Ferretti avrebbe sparato per difendere la moglie. Sarebbero due i banditi in fuga. Lasciata nel parcheggio l'auto rubata con la quale avevano raggiunto il negozio

Sarà interrogato oggi Daniele Ferretti, il gioielliere di 69 anni che ieri, 13 giugno, nel suo negozio di via Battelli ha ucciso un rapinatore. I sopralluoghi e i rilievi della Scientifica sono andati avanti fino a tarda notte per cercare di ottenere elementi utili per ricostruire la dinamica di ciò che è avvenuto nel negozio, da confrontare con il racconto del gioielliere e della moglie. Ferretti avrebbe sparato proprio per difendere quest'ultima verso la quale uno dei banditi aveva fatto fuoco senza fortunatamente colpirla. Ne sarebbe così scaturito un conflitto a fuoco nel corso del quale sono stati sparati alcuni colpi di pistola (si parla di nove bossoli ritrovati nel locale). Uno dei banditi è stramazzato a terra ferito a morte, mentre l'altro, insieme forse ad un altro complice rimasto fuori a fare da palo, è riuscito a fuggire a piedi, lasciando parcheggiata una Fiat Panda targata Asti risultata rubata, a bordo della quale il commando era arrivato sul posto.

"Da una prima ricostruzione - ha confermato all'Ansa il sostituto procuratore Paola Rizzo - il bandito che poi è riuscito a fuggire ha sparato e a quel punto Ferretti ha reagito sparando a sua volta, colpendo a un fianco e ferendo a morte un rapinatore".

Le ricerche dei fuggitivi sono proseguite per tutta la notte da parte di Polizia e Carabinieri.

Non è ancora nota l'identità del rapinatore ucciso che con sè non aveva documenti: dalle prime informazioni si tratterebbe di uno straniero sui 30 anni.

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