Rapina al portavalori fuori dal supermercato: banditi vicini al clan dei Casalesi

I cinque arrestati sono accusati di tentato omicidio e rapina pluriaggravata, ma in totale sono stati in nove a mettere a segno il colpo. Un sesto rapinatore è stato identificato, ma si è reso irreperibile. Resi noti alcuni particolari dell'indagine

Il furgone incendiato dai rapinatori per non lasciare tracce

Un commando ben organizzato composto da professionisti dediti al crimine, che ha pianificato l'azione nei minimi particolari ed ha agito con grande decisione nel giugno del 2012 per rapinare il portavalori (80mila euro il bottino) fuori dal supermercato Panorama di Pontedera. Le circostanze del fatto, ricostruite dopo lunghe e complesse indagini, mostrano una violenza ed una gravità veramente eccezionali, specialmente in merito al ferimento quasi mortale di un ignaro passante. Comprensibile la soddisfazione del Procuratore Capo Ugo Adinolfi: "Sono risultati notevoli ottenuti dopo più di un anno di indagine. Il Sostituto Procuratore Giancarlo Dominijanni ha lavorato bene, così come la Polizia di Stato di Pisa e di Firenze. Ora siamo sulle tracce degli altri 3 banditi non ancora identificati".

L'attività investigativa che ha portato all'arresto, compiuto ieri mattina insieme alle notifiche di custodia cautelare in carcere, ha preso il via dagli indizi faticosamente raccolti nell'auto dei rapinatori scampata alle fiamme. Spiega nel dettaglio il Questore di Pisa Gianfranco Bernabei: "Il fatto di sangue, cioè il ferimento del passante, ha modificato i piani dei malviventi, che per cancellare le loro tracce hanno incendiato il furgone con cui sono fuggiti insieme ad un altra auto usata per la fuga. Questa è stata salvata dalla distruzione dall'intervento di una volante, e da qui sono iniziate le indagini".

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Incredibile la coincidenza che ha portato al ferimento del passante. Sempre Bernabei: "Subito dopo aver effettuato la rapina ed aver picchiato e sottratto le armi a due guardie giurate, i banditi in fuga sono stati seguiti da un avvocato in contatto con la sala operativa di Pontedera. Dopo la segnalazione l'inseguitore è stato invitato a desistere, in quanto stavano per intervenire le forze dell'ordine. Così ha fatto, solo che un'auto identica alla sua si è immessa nella stessa carreggiata, ed i banditi hanno creduto che l'inseguitore si facesse insistente. A quel punto si sono fermati ed uno di loro ha sparato al conducente dell'auto, ignaro di quanto stesse accadendo. Una circostanza diabolica". Ancora da capire resta chi ha materialmente sparato. Il malcapitato è stato colpito all'occhio, con il proiettile che ha attraversato il cervello e si è conficcato sul fondo del cranio. Oggi è vivo, dopo settimane di lotta fra la vita e la morte.

"Speriamo di concludere presto questa prima parte dell'indagine" ha dichiarato il Dirigente della Squadra Mobile di Pisa Maurizio Stefanizzi, mentre il Dirigente della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Firenze Alfonso Di Martino spiega che "due di questi soggetti erano vicini al clan dei Casalesi radicati in Versilia. Uno di loro in particolare intratteneva rapporti con Salvatore Mundo, capozona delrapina 1-2 clan, arrestato lo scorso 28 febbraio a Viareggio. E' un risultato investigativo eccellente". "Ringraziamo anche la Procura distrettuale di Napoli per la piena e fattiva collaborazione - conclude Adinolfi - la banda era responsabile anche di altre rapine simili a questa, è con questa disponibilità che si ottengono risultati".

E si è congratulato con gli inquirenti anche il prefetto di Pisa Francesco Tagliente. "Esprimo la mia gratitudine al Questore Gianfranco Bernabei, al Procuratore della Repubblica Ugo Adinolfi e a tutti gli operatori della Polizia e della Magistratura, che dopo 18 mesi di indagine sono riusciti ad assicurare alla giustizia gli autori di un atto criminoso di una gravità assoluta" ha affermato Tagliente.

I RAPINATORI. Ad oggi in carcere sono dunque finiti i due basisti del colpo, A.S., napoletano, 44 anni, residente a Pontedera dove lavorerebbe come piastrellista (per la Polizia è una copertura), e F.D.M., 61 anni, originario di Lercara Friddi (Palermo), residente a Ponsacco dove lavorerebbe come imbianchino, ma anche questa è considerata una copertura dalla Polizia. Sono loro, secondo gli inquirenti, ad aver dato supporto logistico ai rapinatori, sia per pianificare la rapina, sia per coprirli nei giorni successivi durante le ricerche. Gli altri banditi finiti in manette sono P.A., 50 anni, napoletano, A.D., anche lui cinquantenne e napoletano, e P.P., 48 anni di Frattaminore (Napoli). Il sesto bandito latitante è S.L., 52 anni.

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