Cronaca Pratale / Via Angelo Battelli

Ucciso dal gioielliere: rapinatore nel negozio il giorno prima

Aveva detto alla moglie del signor Ferretti che sarebbe tornato perchè non aveva la carta di credito. Intanto si moltiplicano le reazioni in città

La ricostruzione del tentativo di rapina finito nel sangue ieri, 13 giugno, alla gioielleria di via Battelli deve ancora essere verificata attraverso la visione delle telecamere di videosorveglianza del negozio, ma ciò che è emerso, come rileva l'Ansa, è che la moglie del proprietario, Daniele Ferretti, ha riconosciuto uno dei banditi come un cliente che era entrato in gioielleria il giorno prima dicendo poi che sarebbe tornato l'indomani perchè non aveva la carta di credito con sè. La donna ha così sbloccato la porta ai malviventi che hanno subito tirato fuori la pistola, minacciandola. A questo punto il marito è arrivato dal retrobottega con la pistola, regolarmente detenuta, in pugno, dicendo di stare calmi. Uno dei rapinatori ha invece fatto fuoco verso la moglie, senza colpirla. Così Ferretti ha sparato a sua volta, esplodendo sette colpi. Due di questi hanno raggiunto uno dei malviventi: un colpo lo ha preso di striscio mentre l'altro lo ha trapassato nel busto da parte a parte, uccidendolo. In totale i bossoli trovati all'interno del negozio sono nove, sette esplosi da Ferretti e due dai banditi, confermando dunque che la pistola che avevano era vera.
Il gioielliere è stato iscritto sul registro degli indagati per omicidio volontario, al fine di poter svolgere tutti gli accertamenti per assicurare ogni garanzia di difesa per il titolare del negozio.

Intanto i Carabinieri sono al lavoro per rintracciare gli altri due banditi fuggiti a piedi. L'auto con la quale avevano raggiunto il posto, una Fiat Panda rubata a Marina di Pisa, è stata infatti abbandonata nel parcheggio di fronte alla gioielleria. Sul veicolo potrebbero esserci tracce utili per identificare i malviventi.

LE REAZIONI. Intanto si moltiplicano le reazioni sull'accaduto. "Il gioielliere Daniele Ferretti è conosciuto nel quartiere, in città e tra i colleghi, come una persona per bene ed aveva già subito altre rapine. Questo certamente esaspera chi vuole vivere del suo lavoro senza rischiare di dover morire o subire violenze e che spinge, di fatto, ad assumere tutte le precauzioni per potersi difendere", è il commento del segretario comunale Pd Giovanni Viale.

“Quanto è accaduto ieri - afferma Ferdinando de Negri, capogruppo in Consiglio Comunale del PD - rappresenta, al di là dell’esito delle indagini in corso per chiarirne la dinamica, una vicenda tragica sia per chi ha perso la vita che per chi ha sparato, un commerciante che aveva già subito diverse rapine e addirittura era stato ricoverato in ospedale per le percosse subite nel corso di una di esse. Questo triste evento ripropone il delicato tema della legittima difesa e la necessità di una sua più chiara regolamentazione, che tenga conto di due esigenze opposte: da un lato quella di consentire alle persone di difendersi da aggressioni armate, dall’altro la necessità di restringere l’uso della forza secondo un principio di ragionevolezza e di proporzione tra i mezzi impiegati per la difesa e la gravità dell’attacco. Nell’Unione Europea questi principi generali vengono attuati con legislazioni molto differenti, che vanno da quelle più restrittive come quella francese, a quelle più permissive come quella tedesca. Credo - conclude De Negri - che si debba trovare un equilibrio tra queste due esigenze fondamentali e mi auguro che il Parlamento possa varare una legge giusta e ampiamente condivisibile”.

>>> LE REAZIONI DEI RESIDENTI: VIDEO <<<

"Pisa come il Far West. Daniele Ferretti, il gioielliere che ieri ha sparato al ladro che stava tentando di rapinare il suo negozio, ora rischia di essere accusato punito dalla legge. Ferretti nel 1999 era già stato vittima di un furto e, in seguito a una colluttazione, finì in ospedale in condizioni gravi. Ieri si è difeso - afferma Matteo Arcenni dell'Associazione Mina Boschi - si è ribellato a un sistema delinquente sempre più radicato sul territorio. Ieri Daniele ha difeso la sua vita. L'associazione Mina Boschi si schiera a fianco del gioielliere ed è pronta a garantirgli un avvocato, affinché possa difendersi nel migliore dei modi e affinché possa far valere le sue ragioni in tribunale. Noi stiamo con ci lotta, noi stiamo con i cittadini per bene". 

“Siamo tutti con Daniele Ferretti, senza se e senza ma. Prima o poi sarebbe dovuto accadere e così è stato - sottolinea Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio Pisa, alla quale è associato lo stesso gioielliere - imprenditori e commercianti vivono sistematicamente sotto assedio, subissati come bersagli immobili di spregi, furti e rapine di ogni tipo. Rischiano ogni giorno la propria vita, difendendo come possono il proprio lavoro, i propri familiari e collaboratori. Sono soli, completamente abbandonati al far west che sono diventate le nostre città, ad una politica che non risolve i problemi, ad un sistema di sicurezza che non protegge e fa acqua da tutte le parti, ad una giustizia inefficace e profondamente ingiusta”. “Difendersi è un diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione, ma se questo diritto non viene garantito, ciascuno è costretto poi a difendersi come può e come crede - prosegue il direttore Pieragnoli - per questo diciamo, giù le mani da Daniele Ferretti e ci batteremo con tutte le nostre forze affinché questo esempio di imprenditore non debba subire ulteriori danni e conseguenze da questa incresciosa e tremenda vicenda. In queste ore ci stiamo organizzando per una manifestazione di solidarietà #iostocondaniele a sostegno del gioielliere, già fissata per lunedì 26 giugno, occasione nella quale raccoglieremo fondi per le sue spese legali. Lui è un cittadino e un imprenditore onesto e perbene, la società civile, il buon senso e la legge sono tutti con lui”.

"Come portavoce della lista civica Noi Adesso Pisa esprimo la nostra piena solidarietà alla famiglia Ferretti non solo per il drammatico episodio accaduto, ma soprattutto per quello che dovrà affrontare - dice Alessandra Orlanza - dal momento che viviamo in un momento storico dove la vittima diventa carnefice!".

Sull'episodio è intervenuto anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: "La difesa è sempre legittima. Siamo stati dalla parte del benzinaio Stacchio, del ristoratore di Lodi, oggi del gioielliere di Pisa, tutti costretti a sparare ai loro aggressori nell'ennesimo tentativo di rapina. Tutti cercavano di difendere se stessi e la loro famiglia. Uno Stato di diritto dovrebbe tutelare queste vittime del crimine e non perseguitarli come in tanti casi è vergognosamente accaduto. Sarebbe assurdo se anche il gioielliere di Pisa venisse messo lui sul banco degli imputati e non chi lo ha minacciato causandone la giusta reazione. Ma anche il Parlamento deve fare la sua parte. La legge sulla legittima difesa così come è stata voluta dal Pd e approvata dalla Camera è sbagliata perché non tutela i cittadini offesi. Un testo pasticciato e confuso che ha banalizzato il bisogno di sicurezza ridicolizzandolo. La norma va cambiata e subito. È questa una priorità assoluta in difesa degli onesti di cui dovrebbe occuparsi la maggioranza prima che finisca la legislatura, piuttosto che perdere tempo con leggi sbagliate e demagogiche imposte dal partito di Repubblica".

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